La solare Sicilia, la seducente Palermo e l’insuperabile percorso della Targa Florio sono gli scenari che Alfa Romeo ha scelto di abbinare alla presentazione europea della sua tanto attesa GTA. Occasione durante la quale è stato svelato il leggero restyling estetico e meccanico, messo in atto per rendere ancora più competitiva la gamma intermedia offerta con successo sia nella variante berlina che sportwagon.
Per la nuova Alfa Romeo 156 berlina e sportwagon rimandiamo alla relativa scheda e qui ci focalizziamo su questa emozionante sportiva proposta sia con carrozzeria berlina che station wagon (la Sportwagon).
GTA in sintesi
Finalmente abbiamo potuto appagare la nostra curiosità provando a fondo la 156 GTA e Sportwagon GTA, che si caratterizzano per il temperamento davvero sportivo grazie ad un cuore da vera Alfa: un 3200 benzina V6 da 24 valvole in grado di sprigionare una scuderia degna della migliore tradizione del Portello e soprattutto con una coppia da vera GT.
250 CV, 6.3 secondi per scattare da 0 a 100 orari con consumi ancora ragionevoli (12,1 litri ogni 100 km nel ciclo combinato), sono le cifre che sintetizzano il potenziale GTA che vanta una coppia di ben 300 Nm a 4800 giri al minuto.
Un vera sportiva che viene commercializzata dal 23 marzo ad un prezzo assai prossimo ai 45.000 euro.
Il nome GTA richiama le glorie passate quali la Giulia Sprint GTA del ’65 ed oggi, a distanza di 37 anni, Alfa Romeo scende in strada e probabilmente in pista con la nuova GTA, avendo un incredibile potenziale in fatto di stabilità, tenuta e performance. Le sospensioni sono state completamente riviste, l’ impianto frenante è davvero “racing” e fra i cambi figura pura il Selespeed con tecnologia derivata dalla F1. Esteticamente piacevole e senza inutili orpelli o alettoni, le nuove GTA mostrano un temperamento elegantemente aggressivo con bei cerchi in lega da 17 pollici, spoiler anteriore con prese d’aria maggiorate e nuovi paraurti in tinta carrozzeria. Posteriormente si nota il doppio terminale di scarico.
La 156 GTA è la prima della famiglia, anticipando che tutti i modelli Alfa avranno la loro GTA, compresa la 147 che sarà la seconda interpretazione sportiva Alfa Romeo GTA.
Il ritorno del Mito
Non tutti possono ricordarsi della stella GTA ed i più giovani saranno certamente curiosi di conoscere la sua storia.
La sigla è di quelle che hanno certamente fatto la storia sportiva dell'automobile, mietendo una lunga serie di successi sui campi di gara di mezza Europa. La prima GTA, infatti, nasce quando l'Autodelta modifica profondamente nel motore e nella meccanica la Giulia Sprint. È il 1965 e da quel momento in poi la Giulia Sprint GTA vincerà tutto quello che c'è da vincere: dalla 4 ore di Sebring alla 6 ore del Nürburgring, dalle tante gare disputate in Germania, Gran Bretagna, Olanda e Francia al Challenge Europeo Marche per vetture da Turismo, conquistato per tre volte consecutive nel '66, '67 e '68.
Oggi, a 37 anni di distanza, Alfa Romeo fa rivivere il mito GTA con un'altra vettura. Anzi due. Si tratta della 156 GTA e della Sportwagon GTA, automobili che, ora come allora, rappresentano l'interpretazione assoluta dei valori del marchio.
In tutto il mondo le Alfa Romeo sono riconosciute come vetture belle, sportive e capaci di riproporre, attraverso la più brillante tecnica motoristica attuale, il retaggio di un grande passato di corse e di vittorie. Automobili, insomma, che nell'uso quotidiano sanno regalare sensazioni e restituire un autentico piacere di guida.
Alfa 156 GTA e Sportwagon GTA mantengono queste caratteristiche, ma all'occorrenza offrono anche qualche cosa di più: maggiori prestazioni, "handling", capacità frenante “estrema”. In una parola, il comportamento dinamico di una vettura che porta sulle strade di tutti i giorni le sensazioni della pista.
Torna così alla mente il parallelo storico con la Giulia Sprint GTA, che era pubblicizzata con il celebre slogan: "Una vittoria al giorno con la macchina di tutti i giorni".
Lo sviluppo della GTA
Nello sviluppare Alfa 156 e Sportwagon GTA, si è partiti da un obiettivo preciso: realizzare un'auto adatta all'uso quotidiano ma che, posta nelle condizioni giuste, garantisse al pilota le prestazioni, il comportamento e le sensazioni di guida di un'auto destinata ai circuiti. Per farlo non sono stati posti limiti ai progettisti. I quali, perciò, hanno privilegiato l'aspetto funzionale della vettura eseguendo, sulla già ottima base di una berlina dal temperamento sportivo come Alfa 156, trasformazioni profonde.
Come un inedito motore 3.2 V6 24V, una geometria ed una taratura delle sospensioni completamente nuove, un impianto frenante molto più potente, uno sterzo più diretto, altri cambi (uno meccanico e un Selespeed con tecnologia derivata dalla F1), altre ruote con ben altre gommature.
Ne è nata un'automobile con prestazioni entusiasmanti e risposte davvero brillanti sul piano dinamico, dell'assetto, della guidabilità. Una vettura dunque, per chi, in tema di sportività, vuole il massimo. E desidera farlo sapere, sia pure senza ostentazione.
Da qui la scelta stilistica di non stravolgere la tanto apprezzata linea della berlina e della Sportwagon di base. Ma di limitare gli interventi esterni a pochi tratti che danno ancora più forza all'impronta sportiva del modello.
Non a caso tutti i cambiamenti stilistici privilegiano l'aspetto funzionale della vettura e rispondono a trasformazioni tecniche del telaio e della meccanica, senza concessioni, senza ricorrere ad alettoni "ad effetto" o altro.
Ecco perché, vista da fuori, la vettura non ha perso riconoscibilità, ma appare solo come un'Alfa 156 più grintosa: più larga, più bassa al suolo, decisamente "aggrappata" all'asfalto.
La meccanica
II propulsore di Alfa 156 GTA e Alfa Sportwagon GTA deriva dall'ormai classico V6 24 valvole di tre litri, che equipaggia le versioni top delle Alfa 166 e Gtv: un propulsore vigoroso e, soprattutto, "rotondo". Come si conviene a un sei cilindri. Per le GTA i tecnici ne hanno modificato albero a gomiti e pistoni per portare la cilindrata a 3,2 litri allungando la corsa. Un tipo d'intervento che dice tutto sulle prestazioni che si volevano ottenere. Per accrescere la potenza, infatti, sarebbe stato sufficiente intervenire sulla distribuzione, sull'alimentazione e sull'elettronica.
L'aumento della cilindrata attraverso l'allungamento della corsa, invece, è un intervento che punta a ottenere non solo delle prestazioni assolute, dei picchi elevati di potenza e di coppia, bensì un'erogazione regolare e progressiva sin dai bassi regimi. Come si conviene ad un'auto capace sì di prestazioni esaltanti, ma adatta all'uso sulle strade di tutti i giorni e non solo in pista.
Ovviamente, l'aumento della cilindrata è stato accompagnato da tutta una serie d’interventi. Sono stati "accordati" i condotti d'aspirazione e di scarico, con una nuova fasatura della distribuzione, riscritto il software della centralina di controllo, potenziato l'impianto di raffreddamento, che comprende anche un radiatore per l'olio motore.
Il risultato? La potenza è di 250 CV a 6400 giri/min, con una coppia massima di ben 30 kgm a 5000 giri/min. Quanto basta ad ottenere prestazioni esaltanti, ma con una curva di coppia che raggiunge valori elevati già ai bassi regimi, che permette di viaggiare in sesta a meno di 2000 giri/min e di schizzare via accelerando, senza bisogno di cambiare marcia. Un comportamento, insomma, estremamente piacevole anche nell'uso quotidiano. Ed è proprio questo l'obiettivo di GTA: offrire sensazioni uniche, quelle che solo un'auto da corsa può dare, ma essere al tempo stesso perfettamente utilizzabile tutti i giorni.
Dato il potenziamento al quale è stato sottoposto il motore, si è deciso di rinforzare anche la trasmissione. Nuovi i semiassi, frizione maggiorata e cambio a sei marce con ingranaggi irrobustiti. Al cambio manuale, poi è stato affiancata una versione Selespeed con una logica di funzionamento, derivata dalla Formula 1, che privilegia la rapidità dei passaggi di marcia sia ai bassi sia agli alti regimi.
Avere tanti cavalli, però, non basta: bisogna anche "scaricarli a terra". Anzi, è proprio da come la potenza viene trasmessa che dipende il carattere di un'automobile sportiva.
La base è la valida 156
La 156 era già un'ottima base di partenza, ma i tecnici dell'Alfa sono intervenuti sulla cinematica dello sterzo e sulla scatola guida per aumentare la precisione e la rapidità di risposta. Hanno rinforzato strutturalmente le sospensioni anteriori, sostituito le boccole, cambiato la taratura di molle, ammortizzatori e barre. Infine, hanno adottato pneumatici 225/45 su cerchi da 17 pollici. L'assetto, ribassato, privilegia la stabilità e la facilità di controllo anche al limite dell'aderenza.
Grazie a questi interventi e al valido schema del telaio, che abbina all'eccellente rigidità torsionale della scocca le sospensioni anteriori a quadrilateri deformabili - la soluzione impiegata sulle monoposto da corsa -, la GTA è ben attaccata alla strada, facilmente dominabile da chiunque.
Così l'Alfa GTA è un modello sicuro in ogni occasione, che asseconda lo stile di guida del suo pilota. L'unico dispositivo elettronico che viene in aiuto del guidatore per controllare la potenza è il sistema antislittamento ASR. Interfacciato con l'ABS e con la centralina di controllo del motore, provvede a frenare la ruota motrice che inizia a slittare, aiutando la trazione sui fondi con scarsa aderenza.
Anche i freni sono adeguati alle prestazioni. I dischi anteriori, autoventilanti, hanno un diametro di 305 millimetri e dispongono di pinze Brembo. Appena più piccoli - 276 millimetri - i dischi posteriori. Il servofreno è potenziato. L'impianto è dotato di sistema antislittamento ABS con ripartitore elettronico della forza frenante EBD.
I progettisti hanno prestato particolare cura non solo a ottenere spazi d'arresto ridotti, ma anche ad aumentare la resistenza dei freni alla fatica. È questo un aspetto che i comuni automobilisti spesso trascurano, ma che è invece importante. E non solo in pista. Ecco allora elementi d'attrito specifici e condotti idraulici il più possibile rigidi: una soluzione che consente di eliminare la "spugnosità" dei freni quando questi sono surriscaldati. Migliorandone l'efficacia e aumentando la sicurezza.
Lo Stile
Ad una meccanica così raffinata non poteva che corrispondere uno stile capace di conferire, in pochi tratti, più forza e sportività al modello, senza alternarne la linea originale.
Nel frontale spiccano i parafanghi maggiorati che consentono di ospitare le generose ruote da 17 pollici (le 225/45); poi i fendinebbia, spostati verso l'esterno della vettura per liberare le prese d'aria e far respirare meglio il potente propulsore.
Sulla fiancata risaltano i nuovi cerchi a cinque anelli dedicati a GTA (il profilo è essenziale, molto "tecnico") e un diverso copribrancardo che dal punto di vista estetico è destinato a collegare tra loro i due larghi parafanghi.
Ben inserito nella fiancata appare anche il nuovo paraurti posteriore, nonostante le sue maggiori dimensioni. Caratteristica che si avverte appena nel profilo, ma caratterizza invece in modo determinante la vista della vettura da dietro.
Rispetto al modello di base, infatti, la coda di GTA appare totalmente cambiata nella parte bassa, dal filo del bagagliaio in giù. Anche perché nel paraurti stesso è stata ricavata una grande ala chiamata "estrattore" per la sua funzione aerodinamica di elemento capace di convogliare verso il retro della vettura (quindi di "estrarre") il flusso d'aria proveniente dalla parte anteriore della vettura in corsa.
Un poco ovali e cromati, secondo uno stilema classico della Marca, i due terminali di scarico.
Su strada
Per farla provare alla stampa europea, Alfa Romeo ha scelto la Sicilia ed il nervoso quanto suggestivo percorso della Targa Florio dove abbiamo potuto “spremere” a fondo (almeno ci abbiamo provato!) questa belva che incanta per la sonorità da vera GT.
Il cambio Selespeed ti fa sentire un pilota di F1 e ti verrebbe voglia di scendere in pista e provare a tener la scia dei campioni Alfa che hanno vinto le ultime quattro stagioni del Turismo europeo.
Una vettura con cui è bene prendere gradualmente confidenza poiché perdona le imprecisioni, ma va guidata e non assecondata, avendo un potenziale esplosivo da domare sia grazie ad un telaio davvero “racing” sia attraverso una meccanica evoluta, ma in ogni caso il piloti siete voi e quindi giù il gas e – i 2000 fortunati – si divertiranno a pennellare le curve e staccare sempre più al limite, invitandoli a sfruttarla appieno solo in pista se non vogliono perdere la futura patente punti in poche ore!
Una vettura che gli alfisti attendevano da tempo e che ora accrescerà ulteriormente la crescente immagine della marca del Portello.
I vendita dal 23 marzo a circa 45.000 Euro la nuova 156 GTA dovrà vedersela con rivali quali la BMW M3 e gli amanti delle scariche di adrenalina avranno pane per i loro denti.
gennaio 2002