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Test Drive Citroen C5 Break

L’elezione ad “Auto d’Europa“ 2002 da parte dei quasi duecento soci dell’Unione dei Giornalisti dell’Auto (UIGA) non è certo un caso, tanto più che dopo il primo premio sono giunte vetture del calibro di Peugeot 307, Fiat Stilo e Mini.
Fra tutte le vetture prodotte nel corso del 2001, la Citroen C5 (specialmente la versione “lunga”) è fra le più felici per design, funzionalità, tecnologia, sicurezza e value for money.
Per testarla approfonditamente abbiamo chiesto a Citroen Italia una station e la filiale italiana ha fatto trovare nei box di Infomotori una fiammante break 2.2. hdi grigio metallizzato con tanto di cambio automatico.
In 3 settimane siamo riusciti a testarla nelle più svariate condizioni climatiche grazie ad una primavera davvero pazza che ci ha permesso perfino di verificare la sua sicurezza attiva su un percorso innevato. Una imprevista “spruzzata” di 5 centimetri ci ha confermato le incredibili doti di motricità e stabilità della vettura, che vanta un sistema di sospensioni estremamente sofisticate ed efficaci, come da buona tradizione Citroen.
Con la variante lunga, la Casa transalpina desidera soddisfare le aspettative della clientela alla ricerca di una vettura dalla personalità marcata, valorizzante, equilibrata e molto spaziosa. C5 Break si distingue dalle rivali per uno stile armonioso e moderno, potendo altresì offrire uno dei bagagliai più spaziosi della categoria, con un volume minimo di 563 litri e, soprattutto, l’esclusiva variazione della soglia di carico a vettura ferma: attraverso un pulsante posto nel vano di carico è possibile infatti abbassare la soglia, facilitando il carico di materiale pesante o voluminoso.
L’eccellente modularità delle sedute posteriori permette di ottenere un volume massimo di ben 1658 litri e siamo rimasti sorpresi dalla mole di bagagli che può trasportare.
C5 break dispone, inoltre, di un lunotto posteriore che si apre indipendentemente dal portellone, agevolando le operazioni di carico e scarico: una raffinatezza che vantano ben poche rivali fra cui BMW X5 e Range Rover.
La C5 Break presenta, da brava Citroen, numerose innovazioni fra cui merita segnalare la sospensione Idrattiva 3, che attribuisce alla wagon transalpina un comportamento stradale esemplare, particolarmente adeguato alle sollecitazioni che può incontrare un break, garantendo un assetto costante a qualsiasi velocità con un comportamento e un comfort non influenzati dal livello di carico, come abbiamo avuto modo di verificare personalmente durante i diversi chilometri percorsi (la maggior parte sotto la pioggia).
La gamma C5 si declina su due livelli di allestimento e cinque motori, dei quali tre inediti. Sono infatti proposti due motori diesel: il 2.0 HDi (109 CV) e il 2.2 HDi (136 CV) dotato di filtro per particolato (FAP). Per i pochi seguaci del benzina sono invece disponibili tre motori: il 2.0i 16V (136 CV), il 2.0 HPi 103 KW (140 CV) e il 3.0 V6 152 KW (207 CV). 
Fra tutti e cinque, confermiamo che il “nostro” è decisamente il più valido nel rapporto prestazioni-consumi ed abbinandolo al cambio automatico autoadattativo a comando sequenziale non teme confronti!
Giusto per fornire due dati, ricordiamo che il common rail di 2,2 litri eroga 133 puledri e soprattutto vanta una coppia massima di 314 Nm a 2000 giri al minuto (la sorella 3 litri benzina si ferma a 285 Nm pur avendo 207 CV!) che gli consentono incredibili doti di elasticità che il cambio automatico esalta magnificamente, tanto che basta premere sul gas per ottenere un crescendo di potenza e briosità. Le performance – nonostante il peso e la mole certo non trascurabili (1544 kg di massa) – sono da vera stradista, con una velocità di punta superiore ai 200 orari e con una accelerazione da 0 a 100 km/h in 11,9 secondi. Per contro i consumi si fanno sentire, specie se si sfrutta l’invitante meccanica ed i 5,1 litri ogni 100 km nel ciclo combinato sono stati per noi una chimera, evidenziando che l’automatico si è dimostrato particolarmente “assettato”, specie in montagna ed in città dove gli stop and go sono purtroppo frequenti.
Vediamo ora la nuova C5 Break nel dettaglio, partendo dal design che presenta uno stile esterno decisamente elegante. L’ assetto ribassato (assai insolito per “lunga”) , il passo lungo, e le ampie carreggiate richiamano inoltre una sensazione di dinamismo, controllo e solidità. La parte anteriore di C5 Break è il frutto di un design armonioso, grazie alla continuità delle linee del cofano e del parabrezza. Il profilo si rivela particolarmente equilibrato, con la parte anteriore potente, elegante e protettiva e quella posteriore che traduce in modo concreto il volume. La “coda” di C5 Break, ampia e alta, è valorizzata da due archi creati dai gruppi ottici verticali che formano «una parentesi» intorno al portellone.
L’unico appunto che possiamo infatti muovere a Citroen va al colore scelto per la vettura messaci a disposizione che non rende certo onore alla vettura: il grigio scuro proprio non le dona, suggerendo di optare per tinte chiare come l’azzurro metallizzato o anche l’argento o lo stesso bianco, che ben si sposa con le forme importanti della break transalpina.
Citroën ha inoltre prestato la massima cura alla realizzazione di C5 Break e non ha trascurato alcun dettaglio nelle finiture, offrendo inoltre ampia abitabilità e luminosità. 
Peculiarità consentite dalle stesse generose dimensioni:4,75 metri di lunghezza, 1,77 di larghezza e 1,50 di altezza. Spazio in abbondanza sia davanti che dietro nonché per i ricordati bagagli, con un confort di viaggio davvero valido per merito di una silenziosità da ammiraglia e visibilità proverbiale. 
Su strada è un vero piacere per merito della soluzione “Idrattiva 3” che assicura alla C5 Break un comportamento stradale di alto livello, un assetto costante ed un comfort inalterato indipendentemente dal carico.
Quando lo stato della strada è fortemente sconnesso, l’altezza del veicolo può aumentare di 13 mm. Inoltre, sulle motorizzazioni alto di gamma (3.0 V6, 2.0i 16V, 2.0 HPi e 2.2 Hdi),”Idrattiva 3”, propone al conducente due modalità, comfort o dinamica, con cui si varia automaticamente e simultaneamente la flessibilità e l’ammortizzamento. Una vettura quindi degna di lode ed in grado di confrontarsi con le migliori avversarie del segmento, tanto da poter esser definita a pieno diritto l’ammiraglia di marca. Lo stesso prezzo gioca a suo favore con un listino che va dai 21.901 euro della mansueta C5 Break 1800 benzina da 116 cavalli alla prestigiosa 2.2 Hdi Exclusive proposta a 29.701, giusto 550 Euro in più della sorella tre litri a benzina.
La vettura da noi testata costa 27.551 euro a cui vanno aggiunti 1450 euro per il cambio automatico e 360 per la tinta metallizzata, restando quindi su valori molto competitivi, registrando che la 2.0 litri turbodiesel da 109 CV è offerta a 24.650 euro.

Maggio 2002

Servizio tratto da
www.infomotori.com

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