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 HONDA

 

Honda Accord i-CDTi: Test Drive

Annunciato una manciata di settimane fa, eccolo pronto per un veloce test drive il primo motore a gasolio interamente concepito, progettato e prodotto in casa Honda: il 2,2 litri da 140 cavalli che equipaggia l'ultima serie della Accord.

Denominato i-CDTi, potrà essere toccato con mano dal pubblico al prossimo Motorshow di Bologna e quindi in un porte-aperte in programma il 10 e l'11 gennaio 2004.

Un motore da europei

Chiarito fin da subito che questa è un motore da europei, e ancor più da italiani ("i mercati nordamericano e giapponese ancora non credono al gasolio" ha ricordato Alessandro Skerl, direttore generale di Honda Automobili Italia), la prova effettuata sull'autostrada che collega Pisa a Livorno e la bella deviazione tutta curve e saliscendi che porta al suggestivo centro di Castagneto Carducci, hanno messo in evidenza le doti di questo propulsore.

Il cavallaggio è stato volutamente tenuto basso, si fa per dire, per regalare più coppia. Che è proprio tanta: 340 Nm (a soli 2000 giri) sono un valore davvero elevato, che molte blasonate concorrenti, anche di segmento superiore, non riescono a raggiungere. E questo regala la

bella possibilità di viaggiare in souplesse anche in quinta a velocità molto ridotta, per poi riprendere con progressione e senza buchi di potenza in pochi secondi.

Promessa mantenuta

Honda ha poi mantenuto una promessa, fatta quando decise di mettere in cantiere un proprio propulsore a gasolio: “Volevamo creare – ha sottolineato Skerl – un’auto diesel in grado di fornire ai clienti il massimo grado di fusione tra consumi contenuti, prestazioni ottimali e confort.

Abbiamo mirato alla riduzione dei livelli di rumore e delle vibrazioni, dandoci come riferimento una semplice definizione: Premium Tourer, cioè Gran turismo di qualità”.

Detto, fatto. Il risultato, verificabile sul campo, cioè al volante della Accord i-CTDI, è una guida fluida, rilassante ma grintosa quando serve, in un abitacolo dentro cui il motore non si fa sentire, se non quando si tirano le marce, momento in cui si avverte un vago sibilo di fondo che potrebbe non dispiacere.

A velocità autostradale da codice il propulsore gira lentissimo, e non potrebbe essere altrimenti visto che questa motorizzazione può portare l’auto a 190 orari appena sopra i 3500 giri. E a proposito di prestazioni, Honda accredita la sua Accord a gasolio di 210 chilometri orari, con accelerazione da 0 a 100 in 9,3 secondi.

Consumi da city car

Di fondamentale importanza, per chi acquista un’auto con motore diesel, il capitolo consumi: una percorrenza media di 18-19 chilometri con un litro di gasolio è indiscutibilmente un bel biglietto da visita, anche perché questa non è una city car, ma una berlina di oltre una tonnellata e mezza (e la tourer, che la sopravanza di diversi centimetri, è ancora più imponente). Consumi minimi che sono logica conseguenza di un dato provato in occasione del test: è vero che la coppia massima si esprime a 2000 giri, ma questo duemiladue a sedici valvole tira già da mille giri! L’erogazione della potenza poi è costante e pulita fino a quota 3000.

Generosi pneumatici da 205/55 su cerchi in lega da 16 pollici tengono attaccata all’asfalto la Accord turbodiesel, sulla quale, rispetto al modello precedente, sono state apportate modifiche alle sospensioni, che ora danno la sensazione di una maggiore reattività quando per esempio si oltrepassano in velocità gli avvallamenti o le deformazioni dell’asfalto, anche se comunque è rimasta l’impostazione di fondo: sulla Accord a gasolio si può anche correre, ma siamo pur sempre seduti su una classica auto da famiglia. Che è poi il target dichiarato dei vertici Honda: coppie di 35-55 anni, con bambini.

Tecnologia ed emozione da 25.900 euro

Venduta in cinque versioni, la Accord a gasolio avrà prezzi compresi tra i 25.900 e i 31.000 euro (berlina) e tra i 27.500 e i 32.600 euro (tourer).

Colpirà, quando uscirà in tv a gennaio, lo spot sulla nuova Honda Accord: quasi metafisico, con ingranaggi slegati tra loro che prendono vita in uno studio dal pavimento in parquet, in una sorta di domino che porta fino all’auto completa. “Volevamo comunicare l’alta tecnologia contenuta in Accord – ha spiegato Alessandro Skerl – ma in modo ironico ed emozionale”.

L’onda inarrestabile del diesel, in cui è entrato di forza anche il marchio giapponese, si cavalca anche così.

Aprile 2004
Servizio tratto da www.infomotori.com

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