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 HONDA

 

Honda CRV 2.0 aut.: Test Drive

Linea piacevole, notevole versatilità ed un comportamento stradale ineccepibile sono il biglietto da visita della Honda CRV, diretta discendente di quella SUV lanciata nel lontano 1995 ed evoluta, con un importante restyling in chiave Honda Civic, nel corso del 2002.

Una vettura indubbiamente interessante, ma che paga lo scotto di non aver mai annoverato in listino una versione a gasolio.

Un problema mica da poco, in particolar modo in un mercato diesel-dipendente come quello italiano, al quale verrà posto rimedio nel corso di quest’anno, con l’introduzione del 2.2 litri tutto Honda attualmente disponibile solo su Accord.

Trazione integrale per 158 puledri

Motricità e stabilità sono stati fra gli obiettivi cardini dati agli ingegneri dai vertici Honda per lo sviluppo di questo progetto, ed effettivamente, dopo aver potuto saggiare su asfalto e su sterrato le qualità della CRV, possiamo dire che l’obiettivo sia ampiamente raggiunto: il sistema di trazione integrale permanente "real-time 4 wheel drive", provvede in modo del tutto automatico e con velocità estremamente elevata, a trasmettere la coppia alle quattro ruote, basandosi sulle condizioni di aderenza e senza che il conducente si accorga di nulla (lo stesso sistema è offerto anche sulla HRV).

Il propulsore adottato da tutta la attuale gamma CRV, è un 2.0 litri DOCH i-VTEC di seconda generazione dove la lettera "i" sta proprio per intelligente, segnalando che il sistema VTEC è abbinato alla fasatura variabile delle valvole VTC, offrendo una potenza massima di 158 cavalli (116 kW) con un consumo dichiarato medio di circa 11 km/litro.

Design europeo

E passiamo all’estetica. Frontalmente non passa certo inosservato il nuovo muso con i generosi proiettori tipo Civic, la maxy calandra cromata ed il generoso paraurti, mentre il parabrezza è evidenziato da una cornice nera come il resto delle superfici vetrate.

Complessivamente il giudizio è positivo, mentre lateralmente i designer nipponici hanno forse osato troppo per accrescere superfici vetrate e spazio, togliendo un pizzico di armonia ben presente sulla precedente serie.

Funzionale invece la coda con fanaleria posta in verticale (tipo HRV) e ruota di scorta esterna con un paraurti molto basso, tanto che quasi non si nota grazie alla tinta carrozzeria.

Abitacolo spazioso

Internamente troviamo i frutti della "global compact platform", ossia un pianale più basso e un muso più corto, ma un abitacolo cresciuto in ogni dimensione (di 65 mm in lunghezza, 20 mm in altezza e 35 mm in larghezza), con la leva del cambio (meccanico o automatico) posizionata vicino allo sterzo, mentre quella del freno a mano spunta dal cruscotto a vantaggio dello spazio sul pavimento.

Il bagagliaio vanta una capacità di 952 litri di volume ed è facilmente raggiungibile, grazie al largo portellone principale con apertura laterale, che si unisce al lunotto apribile separatamente.

I sedili posteriori possono ripiegarsi con un rapporto 60:40 e presentano cinque livelli di regolazione, mentre tra i vari scomparti dell’abitacolo segnaliamo quelli della plancia destinati ad ospitare due bottiglie d’acqua da 500 ml.

Strada o fuoristrada…?

Molto comoda, decisamente silenziosa, ma anche stabile e sicura su strada. Una vettura adatta alla guida di tutti i giorni insomma, dedicata a tutti coloro i quali sono alla ricerca di una ammiraglia che sia in grado di assicurare spazio da monovolume, sia per i passeggeri che per i bagagli, senza mettere da parte un’estrema dose di versatilità dinamica, che le consente di affrontare senza timori reverenziali praticamente tutti i tipi di percorso.

Certo, non è una jeep specializzata ed il suo habitat naturale è l’asfalto, ma la sicurezza e la rapidità con cui il sistema “real-time 4 wheel drive” distribuisce in modo automatico la coppia motrice sulle quattro ruote, consente di levarsi più di qualche soddisfazione…in particolar modo su percorsi innevati, mulattiere o strade di campagna.

Il propulsore due litri, alimentato a verde, offre prestazioni piuttosto elevate nonostante i 1452 Kg di massa ed una sezione frontale piuttosto voluminosa: il tempo per toccare quota 100 km/h, infatti, è limitato a soli 11 secondi – con cambio manuale -, mentre sul fronte della velocità di punta si fa notare un interessante 177 km/h.

Il cambio automatico, di cui è dotata la vettura della nostra prova, non limita la prestazione velocistica, mentre nella prova di accelerazione si perdono lungo la strada solamente pochi decimi di secondo. Un automatico di tipo assolutamente tradizionale, ma che ben si sposa alle caratteristiche di erogazione del propulsore, offrendo al contempo comodità e facilità di guida di assoluto rilievo, tipiche di un’ammiraglia di rango.

I consumi sono tutto sommato contenuti. Gli 11 km/litro dichiarati dalla Casa sono raggiungibili con un po’ di parsimonia nell’utilizzo del piede destro, anche se i consumi reali sono un po’ più elevati, ma comunque vicini al muro dei 10 km/litro. Inutile segnalare, ovviamente, che con l’introduzione del tecnologico propulsore turbodiesel, le cose miglioreranno abbondantemente sotto questo versante.

Quanto costa CRV?

La CRV è disponibile in concessionaria a partire dai 24.800 euro per arrivare ai 29.800 della più lussuosa versione EX. Il cambio automatico è disponibile, su richiesta, con un surplus di 1000 euro.

Luglio 2004
Servizio tratto da www.infomotori.com

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