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MASERATI |
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Maserati
Quattroporte: Test Drive
Gli occhi di tutto il mondo sono su questa ammiraglia
Made in Italy. I motivi sono molteplici ma in
particolare si può dire che per realizzare questa grande
berlina c’è stato l’incontro tra la mano del designer
italiano più famoso, Pininfarina, e il “motorista”
italiano più rispettato, Ferrari. Tutto il resto viene
da solo…
Linea
L’elemento stilistico in questo segmento di vetture è
fondamentale. Deve essere un connubio ben proporzionato
tra eleganza, classicità e personalità. E senza ombra di
dubbio le linee di Quattroporte sono decisamente ricche
di personalità. Con un muso aggressivo, sportivo quanto
basta, sottolineato da una griglia che dichiara subito
che tipo di prestazioni è in grado di dare il motore che
si cela dietro. Muso lungo, cintura alta, coda sinuosa
alla maniera dei coupé, tanti piccoli accorgimenti
stilistici che riescono a mascherare gli oltre cinque
metri di lunghezza. Solo le ruote dimostrano
immediatamente di cosa può essere capace e che tipo di
appoggio a terra necessita. I cerchi standard sono a 11
razze in lega leggera; con pneumatici anteriori 8.5J x
18, posteriori 10.5J x 18.
Mentre è possibile ordinare anche dei cerchi opzionali a
9 razze; anteriori 8.5J x 19, posteriori 10.5J x 19.
Sempre lateralmente si possono notare due piccoli
particolari molto significativi: le griglie tipo
“squalo” di raffreddamento (che hanno solo una funzione
estetica dato che non hanno collegamento con il vano
motore) e sotto, la firma inconfondibile di Pininfarina.
Interni
All’interno si è subito colpiti dalla raffinatezza delle
soluzioni estetiche e dalla scelta dei materiali
adottati. Linee morbide, accoglienti, materiali pregiati
finemente lavorati, con una scelta praticamente infinita
di soluzioni personalizzate. Quattro le aree tematiche
di personalizzazione: scelte cromatiche, finiture
interne, privilegiare il viaggiare o la dinamica
sportiva. Oltre ai colori degli esterni (15 in gamma) e
a quelli degli interni (10 tinte di pellame Poltrona
Frau), il cliente può scegliere il colore della plancia
(10 tinte), del volante (10), delle cuciture (13
filati), del cielo abitacolo (3 varianti), dei tappeti
interni (4), dei bordi in pelle (10), e così via. Senza
dimenticare che si può anche realizzare il tutto a
campione, richiedendo dei colori non in gamma. Tre le
differenti modanature in legno pregiato: palissandro,
radica di noce e mogano. In alternativa una finitura in
metallo spazzolato di colore titanio. Vi sono anche dei
pacchetti per i sedili anteriori (riscaldamento,
ventilazione, massaggio, sistema autoadattativo che
adegua automaticamente l'imbottitura della seduta ai
movimenti del corpo) e posteriori (riscaldamento,
ventilazione, massaggio).
Tutto ciò per sottolineare come, oltre all’immagine
estremamente curata in modo spiccatamente artigianale
dell’assieme, vi siano anche delle soluzioni
tecnologiche che non sono di certo inferiori rispetto
alla media delle ammiraglie presenti sul mercato. Solo
che, rispetto a molte concorrenti, la tecnologia non
viene ostentata, ma racchiusa in una immagine di
raffinata classe. Le regolazioni elettriche del sedile,
piantone, specchietti, consentono di poter trovare
l’ideale posizione di guida che non è troppo sportiva ma
nemmeno troppo rilassata. Le strumentazioni di bordo
sono chiare e di facile interpretazione. Forse l’unico
appunto lo si può azzardare nei confronti della grafica
del grande display centrale, il N.I.T. (Nodo Info
Telematico), che per rimanere in tono con i colori
Maserati acquista un blu mare un po’ troppo intenso.
Anche se il vero sound che si apprezza è quello
dell’otto cilindri, va detto che l’impianto stereo a
undici altoparlanti con due subwoofer appositamente
realizzato dalla Bose è qualcosa di strepitoso!
Motore
La base su cui si è partiti è l’otto cilindri da 4.2
litri nato in Ferrari e specificatamente adattato in
Maserati. Questo motore, utilizzato già nel Coupé e
nello Spyder, doveva acquisire qualche cavallo in più di
potenza (ora portata a 400 CV) ma soprattutto due anime:
una più fluida e confortevole fino ai 2.500-3.000 giri/min
e una decisamente sportiva e performante oltre i 4.000
giri/min. Per fare ciò si è lavorato molto nell’afflusso
dell’aria, per migliorare il riempimento ai bassi regimi
(farfalla dell’acceleratore elettronica, condotti di
aspirazione in materiale sintetico, fasatura variabile
continua degli alberi a camme lato aspirazione e
elettronica di gestione adattata). Il risultato è a dir
poco sorprendente. Ammesso che si riesca, non affondare
il piede sull’acceleratore consente di gustare l’enorme
fluidità di marcia lungo tutta l’escursione del
contagiri e, se il traffico costringe ad una andatura
forzatamente soft, si apprezza la grande coppia motrice
che già a duemila giri è paragonabile ad un buon tremila
e cinque. Sempre pronto, molto fluido e “pieno” il
motore sale di giri anche con le marce alte con una
progressione che non presenta il ben che minimo indugio
fino alle soglie dei settemila giri! Se invece si è
liberi di scegliere l’andatura più consona, come abbiamo
fatto noi in pista, ecco che si fa sentire la parte
sportiva di questo V8. Mai rabbioso, a dire il vero,
sempre ben gestibile, la velocità con cui spinge questa
grande berlina è tale da trasformarla in un coupè.
0-100 in 5,2 secondi
L’accelerazione è impensabile per una ammiraglia di
questo peso (ben 1870 kg), 5,2 sec da 0 a 100 km/h, ma
soprattutto la facilità con cui si gestisce
l’accelerazione nelle uscite di curva è qualcosa di
unico in questo segmento molto particolare. Certo va
detto che l’uso della pista ci è servito solo per
ragioni di sicurezza, per raggiungere le massime
prestazioni, tutto il resto del test è stato fatto in
strade tradizionali ed anche girando molto in città,
dove la gestione dei cavalli non è mai stata
impegnativa. Anzi, l’esubero di coppia consentiva di
poter viaggiare con un filo di gas, prediligendo il
comfort, anche nel misto collinare. Una piccola
sottolineatura la merita il sound dello scarico di
questa vettura perché è veramente qualcosa di
particolare, che difficilmente si dimentica: nessuna
vettura ha un suono così piacevolmente intrigante.
Cambio
Un capitoletto a parte lo merita la trasmissione perché
la Quattroporte è l’unica ad adottare la soluzione di un
cambio meccanico elettroattuato. Con tutti i pregi e i
difetti che questa soluzione comporta. Di positivo c’è
da dire che la presenza di una frizione consente di
poter avere sempre un collegamento diretto del motore
con le ruote. Questo significa poter sfruttare il freno
motore in rilascio, poter avere una risposta sempre
pronta all’acceleratore ed una generale maggiore
stabilità nell’andamento della marcia, soprattutto in
curva. Per contro si può dire che in valore assoluto il
comfort di un cambio automatico epicicloidale con
convertitore di coppia è comunque superiore, anche se
non può contare su tutti i vantaggi appena espressi
dall’elettoattuato. A dire il vero i tecnici Maserati
hanno fatto un enorme lavoro di affinamento
dell’elettronica e della meccanica per mettere a punto
un cambio che, nella configurazione automatica, presenti
un comfort elevato. E vien da dire che ci sono riusciti.
Infatti se si ha la minima accortezza di gestire
l’acceleratore in modo consono, la progressione delle
cambiate appare decisamente più morbida e fluida di
qualsiasi altro elettroattuato, al punto che in città,
con un carico leggero, la differenza tra questo cambio e
gli altri è minima. Certo non deve essere utilizzato in
piena potenza pensando di poter avere sportività e
comfort contemporaneamente. In quel caso è sempre più
redditizio l’uso manuale con le leve al volante.
Su strada…
Due sono le soluzioni di guida. Nel momento in cui si
mette in moto, il cambio si pone di default in
automatico. Basta pigiare l’acceleratore per partire
molto dolcemente. Si lavora con l’acceleratore con una
certa progressione, senza affondare e le marce vengono
inserite con fluidità. Lo stesso dicasi per il rilascio,
se si toglie il piede di colpo, si può avere, in
funzione della velocità, una repentina scalata di
marcia, se si alleggerisce morbidamente, viene mantenuta
la marcia e si sfrutta il freno motore. In questo modo
abbiamo girato anche in pista con velocità di tutto
rispetto e senza scossoni per cambiate improprie o
scalate esagerate. Viceversa, se si pigia il pulsante in
alto a destra sulla consolle centrale e si passa
dall’impiego automatico a quello manuale, cambiando con
le “palette” poste dietro il volante, allora tutta la
potenza e la carica dei 400 cavalli si sente in modo
esplicito. Il contagiri sale con una velocità
inversamente proporzionale, al punto che già a
5.000-5.500 giri è meglio apprestarsi alla cambiata per
evitare inutili fuorigiri. Anche la cambiata manuale
consigliamo di assecondarla con l’acceleratore per avere
la migliore progressione del motore. Si può cambiare
rimanendo affondati sul gas, ma non si guadagna in
precisione. È meglio togliere leggermente il piede
durante la cambiata per riaffondare molto velocemente
quando la marcia superiore è inserita. In questo modo si
danno dei parametri di velocità di utilizzo superiori
all’elettronica di gestione e la cambiata appare più
precisa ed efficace. Se le cambiate, soprattutto in
scalata, avvengono a regimi di rotazione elevati, che
potrebbero creare dei problemi di stabilità del
retrotreno, automaticamente il motore esegue una
doppietta durante la scalata, il tutto per dare ancora
più spirito sportivo alla guida. E qualche scarica di
adrenalina in più.
…e in pista !
Il comportamento dinamico della vettura è molto
particolare. Del tutto diverso dalle altre ammiraglie in
circolazione. Innanzitutto va detto che è di una
facilità e di una sincerità nelle risposte davvero
disarmante. A vederla, e a guardare i dati tecnici,
sembrerebbe pesante e goffa, data la stazza e il passo
di oltre tre metri, invece risponde docile ad ogni
comando. Si inserisce in curva molto bene, con un
leggerissimo sottosterzo in funzione della velocità, che
è facile controllare entrando in curva con il piede
ancora appoggiato sul pedale del freno. In appoggio in
curva è sempre ben modulabile con il piede, sente quindi
i trasferimenti di carico, pur non beccheggiando
eccessivamente. In uscita di curva si può gestire
l’acceleratore molto facilmente fino ad arrivare al
sovrasterzo di potenza, mai improvviso, e provocabile
solamente disinserendo il sistema di controllo della
stabilità. Che ha due logiche di lavoro: tutto inserito
per il massimo controllo e sicurezza; mentre pigiando il
terzo tasto sulla consolle (Sport) si può modificare la
risposta del motore, delle sospensioni (a controllo
elettronico Skyhook), ma soprattutto appunto dell’M.S.P
(Maserati Stability Program) che consente di poter avere
uno slittamento limitato in accelerazione per muoversi
meglio in situazioni di scarsa aderenza. In questo modo,
su fondo stradale viscido, è possibile anche una
limitata perdita di aderenza laterale, con uno
slittamento delle ruote motrici verso l’esterno della
curva, controllato comunque dall’M.S.P. che, qualora si
superassero dei valori limite stabiliti nella sua
memoria elettronica, interviene comunque a riportare
vettura e passeggeri entro i limiti della sicurezza.
Buona parte dell’ottimo comportamento in entrata di
curva è da attribuire al fatto che le ruote sono
controllate, come geometria delle sospensioni, da
quadrilateri deformabili. Il che sta a significare che
le ruote si muovono parallele a se stesse, dando sempre
il massimo appoggio a terra. Inoltre l’ideale
distribuzione statica dei pesi, con una prevalenza al
posteriore (altra unicità nel segmento), consente, in
inserimento di curva quando il peso viene portato in
avanti, di equilibrare il tutto e di presentarsi alla
svolta con una vettura molto ben bilanciata.
Regina anche in città
In città si guida con un filo di gas apprezzando
l’ottima risposta del cambio elettroattuato che non ha
niente da invidiare ad un cambio automatico
tradizionale. Il comfort di marcia è molto elevato anche
sedendo ai posti posteriori, come molti manager faranno,
da dove si può gestire la posizione del sedile anteriore
di destra e le notevoli regolazioni elettriche del
divanetto posteriore.
Nel misto fuori città si apprezza la generosa coppia del
motore che non dimostra mai sintomi di affaticamento.
Sempre pronto e ben disponibile a salire di giri,
consente una guida brillante senza impegnare
eccessivamente. Se si desidera affondare il piede e
gustare una guida più sportiva, si passa alla gestione
manuale del cambio, e, a differenza di tutti i
competitor, si può avere a disposizione un vero cambio
manuale elettroattuato per il miglior rapporto
motore-ruote possibile. In questa situazione la
stabilità della vettura e le doti prestazionali del
motore escono in tutta la loro superba esuberanza. Le
curve sono pennellate con la precisione di un coupé
sportivo, dove conta molto il controllo dell’erogazione
della coppia motrice, al punto che si guida più con il
piede destro che con le mani sullo sterzo. In queste
condizioni dimostra un equilibrio impensabile per una
vettura di questa mole.
In autostrada
In autostrada dimostra di essere come tutte le
ammiraglie di questo segmento: comoda, silenziosa,
veloce e molto sicura. Sempre indecisi tra l’ascolto di
un buon pezzo di musica con il superbo impianto Bose ed
il sound ovattato, ma sempre da pelle d’oca, dell’otto
cilindri Maserati, si apprezza sia la comoda
conformazione dei sedili che la logica strutturazione
della plancia, gustando il piacere di utilizzare una
berlina con questi requisiti decisamente fuori dal
comune.
In fin dei conti è una grande ammiraglia che ha la
comodità di un ottimo salotto dove si ascolta della
splendida musica, ma che è in grado di dare delle
sensazioni e delle emozioni che nessun buon salotto sa
dare.
* Lugi Vianello è giornalistica tecnico dal 1992 e ha
collaborato e collabora con importanti testate come
AUTO, Auto Oggi, Starter, Autosprint, Auto pro, A.M.,
Autotecnica ed, ovviamente, INFOMOTORI
Perito elettrotecnico ha frequentato la scuola tecnica
Bosch e quindi il Centro di formazione tecnica BMW dove
ha lavorato fino al 1996. Dal ’96 ha fondato la EXOR,
società di consulenza e formazione tecnica e
tecnico-commerciale e di comunicazione, attraverso cui
collabora con le maggiori realtà automobilistiche fra
cui Autogerma (vendita attiva accessori), BMW
(presentazione nuovi modelli alla rete commerciale auto
e moto, BMW sales Academy, Vendita attiva abbigliamento
per motociclista), Jaguar (training commerciale),
Maserati (formazione tecnica), Porsche (training
commerciale), Piaggio (training post.vendita e
commerciale), Subaru (supporto attività ufficio stampa
prodotto e sport, training commerciale) e Toyota
(training commerciale) .
Ecco quindi la “risposta” di Infomotori.com a chi
segnalava il nostro scarso interesse verso la tecnica:
con questo autentico pezzo da Novanta siamo certi che
sapremo saziare anche gli amanti della tecnica estrema !
Luglio 2004
Servizio
tratto da www.infomotori.com
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