MENU

Auto

News
Case Automobilistiche

Moto / Scooters

News
Case Motociclistiche
Quad
Speedway

Utilità

Revisioni
Costi Chilometrici

Links

Accedi ai links
Scambio links
 MAZDA

 
Mazda MPV

“Zoom Zoom” guida la filosofia Mazda ed i numeri sembrano dar ragione al nuovo spirito di marca (ricordandoci che fa parte del Gruppo Ford), teso a divertire e far felici i propri clienti con vetture che facciano sentire in vacanza l’automobilista anche quando è in giro per lavoro.
Ecco quindi il nuovo MPV, che stilisticamente presenta poche ma indovinate rivisitazioni che hanno interessato principalmente il frontale con paraurti di nuova configurazione, i ottici rivisti con calandra a cinque punte per rafforzare il family feeling.
Le ruote in lega da 16” danno maggior sportività al generoso monovolume, che è stato profondamente rivisto negli interni (tessuti più curati e plancia ottimizzata con tutto sempre sotto controllo) dove 7 persone possono davvero viaggiare comodamente, trovando ancora spazio per i propri bagagli e tirando via una o due file di sedili si trasforma in un “commerciale” di lusso.
Le maggiori novità le troviamo sotto il cofano, dove finalmente viene ospitato una versione a gasolio, che si fa perdonare il ritardo grazie alla propria esuberanza e silenziosità.

Il 2 litri common rail da 136 CV

Il 2 litri common rail vanta infatti 136 CV e soprattutto una strepitosa coppia massima di 310 Nm; questa consente al guidatore di disporre di una notevole brillantezza, tanto che già a 1700 giri al minuto si può disporre di ben il 90% della potenza disponibile, offrendo prestazioni che la concorrenza non può permettersi di offrire senza penalizzare i consumi, che consentono mediamente di percorrere 13 km con un litro di gasolio.
Più che le singole cifre (176 km/h di velocità di punta e 13,2 secondi per scattare da 0 a 100 orari) sorprende l’elasticità e la briosità di questo importante multispace che sfiora le due tonnellate di peso e quindi non dovrebbe certo sorprendere per il proprio temperamento. Ed invece - con piacevole stupore – abbiamo percorso oltre 200 km attorno a Vienna senza accorgerci minimamente della mole del nostro MPV, con cui abbiamo coperto veloci tratti autostradali e soprattutto vivaci strade di campagna trovando decisamente valida la stabilità – considerando il tipo i veicolo - nonostante l’altezza da terra e lo stesso forte vento laterale che ha caratterizzato entrambi i giorni di prova.
Gli interventi sull’autotelaio con modifiche alle sospensioni, carrozzeria irrigidita e freni potenziati, consentono al Multi Purpose Vehicle di distreggiarsi sia nel traffico cittadino sia su percorsi decisamente “ostili” a vetture di grandi dimensioni.
Un “bravo” davvero agli ingegneri giapponesi che hanno realizzato un common rail di seconda generazione davvero stupefacente (1800 bar di pressione massima non sono certo uno scherzo da gestire) a cui hanno abbinato soluzioni di alta tecnologia come il sistema EVVC (Espansive Vertical Vortex Combustion); quest’ultimo crea un “vortice di combustione verticale” nella camera di combustione con cui sfruttare al meglio il carburante, minimizzando l’ossido di azoto dai gas di scarico a tutto vantaggio dell’ambiente.
Tradotto in pratica, si beneficia di una erogazione progressiva e continua della potenza, potendo dimenticarsi il pur ottimo cambio per merito della elasticità offerta dal 2 litri common rail.

Il 2.3 benzina

Dopo aver parlato così bene del turbodiesel si comprende facilmente come la variante benzina abbia una vita davvero dura ed avara di soddisfazioni, tanto che Mazda Italia prevede di venderne appena il 5%, pur vantando notevoli qualità, ma i 141 cavalli del 2.3 litri sedici valvole ad iniezione sono “frenati” dal crescente prezzo della benzina e gli stessi 195 Nm di coppia massima non possono certo reggere il confronto coi 310 del TD.
Su strada il confronto è inequivocabile, pur facendosi apprezzare, ma la musica è decisamente favorevole al gasolio, tanto che fra pochi anni potrebbero addirittura sparire le soluzioni a benzina dal segmento delle maxi monovolumi.

La nicchia dei grandi monovolumi

Una nicchia creata da Renault con l’Espace ed amplificata dall’americano Voyager, ma in frenata negli ultimi anni più per carenza di novità che per la formula: dalle 39.063 unita vendute in Italia nel ’99 si è passati alle 33.658 del 2001 (in anni di crescita del mercato generale!). 
Dopo un’ apatia triennale giunge il rinnovato MPV che sarà seguito a ruota da interessanti new entry (Peugeot 807, Citroen C8, Lancia Phedra, Fiat nuovo Ulysse e – a settembre – dalla nuova generazione di Renault Espace) e quindi è facile prevedere un crescente interesse verso questi veicoli, che danno un senso di libertà e sicurezza per merito della loro stessa altezza da terra.
Mazda MPV può giocare importanti carte per raggiungere i propri obiettivi, (1200 pezzi all’anno) a partire dalla meccanica per proseguire con la comodità e funzionalità, fino ad arrivare al prezzo che risulta piuttosto competitivo.

Gli allestimenti ed i prezzi della Mazda MPV

La versione “base” (con clima anteriore, 4 alzacristalli ed airbags, ABS +EDB, radio CD con comandi sul volante) viene infatti offerta a 24.100 euro col motore a benzina e a 25.100 per il più raffinato e quindi costoso common rail.
Chi desidera maggior esclusività e confort può optare per l’allestimento Executive (clima posteriore, vetri oscurati e rifiniture interne più ricercate) proposto a 26.600 euro per il 2300 benzina e 27.600 per la common rail.
Dopo la nuova serie 6, la MPV rappresenta un altro importante tassello per lo sviluppo del marchio in Europa ed in Italia, dove nel 2003 si attende un forte “boom” con l’arrivo della nuova Demio con cui la marca nipponica entrerà in un segmento dai numeri decisamente importanti.

Maggio 2002

Servizio tratto da
www.infomotori.com
 

Torna al menu della casa 


©Copyright 1997-2006 Moltiplika, all rights reserved.