
Peugeot 206 RC: Test Drive
Cosa fate lì impalati, nel vostro serioso completo
grigio? Correte a mettere qualcosa di più adatto alla
circostanza: scarpe sportive basse, giubbino (va bene
anche uno scamosciato anni '70), jeans. Fatto? Bene, ora
potete salire sulla Peugeot 206 RC, nitroglicerina su
ruote con il rumore delle sportive di trent'anni fa.
Carattere scontroso
L'enfant terrible del Leone francese, chiede di essere
"capita" prima ancora che guidata. Sì, sì, c'è tutta la
tecnologia dei nostri tempi incastrata sotto il corto
cofano, con ESP, ASR, ABS a dare sostanza al 2 litri 16
valvole francese, ma la 206 RC ricorda (per chi le
ricorda) le auto da rally e da corsa del passato: tubo
di scarico quattro-in-uno con uscita doppia, che regala
un sound deciso, fuori e dentro l’abitacolo. E poi ruote
di taglia XXL (205/40 su cerchi da 17), grande spoiler
aerodinamico posteriore, sedili rigidi, pedaliera
metallica anti scivolo. Persino la cintura di sicurezza
pare pensata per chi vuole auto dal carattere scontroso:
infatti è difficile da raggiungere. Roba da duri.
E
poco importa se la belvetta è stata ingentilita da
climatizzatore, servosterzo, hi-fi sofisticato e vetri
elettrici: voi fate finta che non ci siano.
Peso piuma
Concentratevi sul motore. I cavalli sono tanti,
tantissimi, se foste un po’ meno avidi potreste
regalarne un po’ a chi non ne ha, ma per questo test
drive teniamoli tutti e 180. Fa impressione solo a
dirlo, vero?, considerando che l’auto è quasi un peso
piuma. Sono il frutto dell’ottimizzazione del già
grintoso duemila plurivalvole da 136 cavalli. Risultato,
potenza alle stelle ma anche robusta coppia.
Ora
un’occhiata al contagiri. Bè, vedere la zona rossa
sfumare tra i 7000 e gli 8000 non è cosa di tutti i
giorni, ma non avete preso un abbaglio: la lancetta tra
un po’ si impennerà davvero fino a quelle quote
bollenti. Ora bisogna trovare la strada adatta.
Accensione e finestrino sinistro abbassato: serve a
sentire la voce bassa del motore, quasi fuori luogo su
questa piccolina, ma la sigla RC sul posteriore
chiarisce che invece è giusto così. Si parte e si scopre
che la coppia da 202 Nm serve a far muovere il bolide
con serafica calma in città: prima-seconda-terza sul
filo dei 2000 giri. E’ quasi una sorpresa, ma una
sorpresa piacevole, soprattutto per i tre passeggeri che
avete con voi (la RC è omologata per quattro) e che,
dopo aver dato un’occhiata a quei pneumatici
spropositati, all’alettone dietro e allo scarico
sdoppiato, erano saliti a bordo con una certa
diffidenza. Mezz’oretta e ognuno è già a casa sua:
“Credevo che andasse forte” abbozza uno di loro.
Lasciamo perdere il commentino, finalmente siamo soli.
Ecco la strada. A qualcuno dice qualcosa la
Caprino-Spiazzi, in provincia di Verona? E’ il teatro di
una delle più belle gare in salita italiane, che ogni
estate trasforma i tornanti d’asfalto in tribune da
stadio. Ma non è estate e qui non c’è nessuno. Pronti,
via!
Hot zone
Il
cambio a 5 marce, con comando rigorosamente a cavo, è
quanto di più diretto esista. La prima, lunga, serve ad
osare l’osabile: cioè terza, seconda, prima per capire
se è più arrabbiato il tornante o la 206. E’ più
arrabbiata la 206. E per un momento ci spaventa vedere
la lancetta del contagiri schizzare a 7.300 giri, valico
oltre il quale il limitatore elettronico entra in azione
e taglia il gas, evitandovi un’imbarazzante telefonata
al carro attrezzi. A questo punto la salita sembra una
discesa: la 206 RC vola letteralmente tra i 5.000 e i
7.000 giri, una hot-zone che il motore mostra di
gradire. In questo momento potreste anche mettere i
tappi nelle orecchie, tanto non servirebbe:
nell’abitacolo i decibel si sprecano, con tonalità
corsaiole decisamente retrò. Provvidenziale in un paio
di occasioni (curva un po’ troppo allegra) l’intervento
dell’ESP, con spia lampeggiante gialla sul cruscotto ad
avvertire: ehi, impara a guidare, e ringrazia il cielo
che ci sono io!
La
discesa serve a scoprire che i quattro grandi dischi
(283 millimetri davanti e 247 dietro) non soffrono più
di tanto, e a far scendere la temperatura dell’olio:
nonostante il radiatorino in posizione privilegiata, sul
davanti, i 150 gradi sono dietro l’angolo (beninteso,
solo se si spinge davvero tanto).
Due
calcoli una volta entrati in autostrada. La 206 RC costa
20.500 euro: una tentazione per chi non vuole
dissanguarsi nel nome delle super-prestazioni. Tenendo
però presente che i pit-stop (pardon, le fermate) al
distributore di benzina saranno piuttosto frequenti:
infatti anche restando nei limiti di legge, la voglia di
prendere i 100 all’ora in 7,5 secondi e immediatamente
dopo i canonici 130 è fortissima. E si paga. Non
parliamone se (mettiamo su un’autostrada tedesca) si
spinge a fondo per verificare che la velocità di punta è
effettivamente di 220 orari. O se, sempre in autostrada
ma a 120 orari, si scala dalla quinta alla terza per
provare l’effetto di un’accelerazione da dragster.
Effetti collaterali
Ma
i clienti della 206 RC pagheranno volentieri. A
proposito, proprio per loro ecco alcune
controindicazioni. Giocate con cautela con questo
tigrotto scatenato: se si arrabbia può far davvero male.
Non saltateci in groppa se siete un po’ troppo euforici,
per esempio dopo un pranzo innaffiato da buon vino. Non
fatevi prendere dalla foga di mostrate ai passeggeri di
che pasta è fatto il motore. Disattivate l’ESP solo si
vi trovate su una pista. Il cervello, invece, tenetelo
sempre collegato.
Marzo 2004
Servizio tratto da www.infomotori.com
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