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 PEUGEOT

 

Peugeot Hoggar

Simile ad una imponente buggy a due posti, la Peugeot Hoggar è estrema ed irreale. Suscita sogni di spazi illimitati da percorrere grazie alla robustezza e all’estrema versatilità del veicolo.
Il superamento di ostacoli sarebbe tanto più piacevole e privo di stress, in quanto questa concept-car utilizza soluzioni meccaniche HDi collaudate ed ecologiche, sublimate da tecnologie originali, come l’adozione di due gruppi motopropulsori e di sospensioni adeguate.
Ci si può allontanare serenamente dai sentieri battuti, perché questa due posti Diesel HDi dispone sia di una grande autonomia, sia di filtri attivi antiparticolato che lo rendono, come gli altri modelli della gamma Peugeot, particolarmente rispettoso dell’ambiente.  

Lo stile

Vista lateralmente, la Hoggar non presenta sbalzi e libera un volume compatto, dalle proporzioni raccolte.
Il movimento del parafango anteriore sale intorno al pneumatico e poi scende leggermente all’indietro, per risalire bruscamente intorno alla ruota posteriore.
Si crea così una linea generale elegante e dinamica che, una volta raggiunta la sporgenza posteriore, esprime forza e robustezza, come un animale che si raggomitola, pronto al balzo.
Anteriormente, e come le RC Picche e Quadri, il cofano si prolunga fino a rientrare nella calandra, su cui è presente il Leone. Il cofano penetra nell’abitacolo grazie ai due volumi arrotondati che attraversano il parabrezza e terminano con i due quadri della strumentazione.
I proiettori, dal look felino, sembrano due occhi strizzati o semichiusi, ma sempre all’erta, mentre il volume posteriore è tutto muscoli e rafforza l’animalità della Hoggar, pronta a balzare di duna in duna.
L’interno è caratterizzato da linee pure e da materiali raffinati come il metallo e la pelle. Al pari di tutto ciò che è a contatto con i passeggeri, i sedili dal disegno dinamico sono rivestiti in schiuma e tappezzati in pelle morbida, sinonimo di lusso e di comfort. 

La meccanica 

La Hoggar è un veicolo per lo sport estremo, con due posti e due moderni gruppi motopropulsori montati trasversalmente, uno anteriore e l’altro posteriore, per conferire al veicolo le caratteristiche di un «mezzo» a quattro ruote motrici.
La vettura si compone principalmente di una scocca autoportante in carbonio e a nido d’ape, rinforzata da due centine longitudinali superiori in acciaio inox, di 76 mm di diametro. Questi tubi fungono anche da prese d’aria di aspirazione e di condotto dell’aria verso il motore anteriore, per il tubo sinistro, verso il motore posteriore per il tubo destro.
Sia nella zona anteriore sia nella zona posteriore della struttura in carbonio è presente una culla tubolare che sostiene ogni gruppo motopropulsore. Fissati alla scocca in carbonio in sei punti anteriori e quattro posteriori, questi telai tubolari ospitano gli attacchi delle sospensioni, come i doppi triangoli sovrapposti.
Ogni gruppo motopropulsore è costituito da un motore quattro cilindri Diesel HDi sovralimentato a doppio albero a camme in testa e sedici valvole. Entrambi hanno una cilindrata di 2.168 cm3 e una potenza massima di 133 kW. Le due motorizzazioni sviluppano dunque una potenza cumulata di 266 kW, pari a circa 360 CV ed una coppia massima di… 800 Nm!
L’impianto di scarico di ciascun motore comprende un catalizzatore, un filtro attivo antiparticolato (FAP) ed un silenziatore. L’impianto di sinistra corrisponde al motore anteriore, quello di destra al motore posteriore.
I due radiatori di raffreddamento sono arretrati a livello del parabrezza per ridurre la lunghezza dello sbalzo anteriore. Se i radiatori sono comuni ai due motori, quello a destra possiede in più un circuito per la bassa temperatura destinato al raffreddamento dell’aria di aspirazione. L’aria esterna viene captata sul frontale del veicolo e poi convogliata fino ai radiatori mediante un condotto integrato nel rivestimento del cofano.
Ciascun gruppo dispone di un’elettronica propria. Una di controllo globale (il “supervisore”) impartisce però ai due motopropulsori gli ordini provenienti dall’unico pedale dell’acceleratore e dall’unico comando del cambio. Il “supervisore” gestisce tutta la strategia di sicurezza di funzionamento e l’eventuale gestione di un guasto (ad esempio con un solo motore).
Due serbatoi separati, ognuno con una capacità di 80 litri, garantiscono un’apprezzabile autonomia, tenuto conto dei bassissimi consumi di questi motori HDi.
Ogni cambio, di tipo ML 6C, è comandato da attuatori idraulici a comando elettrico. L’inserimento sequenziale delle marce si effettua con delle leve sotto il volante o mediante la leva sulla consolle centrale. E’ disponibile anche una modalità completamente automatica.
Ovviamente la Hoggar è in grado di muoversi usando uno solo dei due gruppi motopropulsori.
Le sospensioni anteriori e posteriori sono del tipo a due doppi triangoli sovrapposti. Ogni treno è provvisto di una barra antirollio.
I triangoli sono in lega leggera e ad elevato scuotimento sia in compressione (250 mm) sia in rilascio (250 mm). Per garantire la precisione dello sterzo nonostante una corsa totale di 500 mm, ciascun semitreno anteriore è provvisto di un perno disaccoppiato. I quattro semitreni hanno due gruppi molle/ammortizzatori a gas, ognuno con un serbatoio del gas. Questa capacità supplementare consente di aumentare il volume di gas disponibile e di mantenere un corpo dell’ammortizzatore a dimensioni contenute.
La frenata con servoassistenza è assicurata da quattro dischi ventilati (Ø 380 mm) con pinze dei freni a sei pistoncini.
I cerchi in lega leggera di 21’’ di diametro hanno uno stile inedito. Sono associati a pneumatici Michelin il cui disegno è integrato a quello del cerchio. 

Gli equipaggiamenti 

A bordo di questa vettura dall’aspetto decisamente high-tech, sono presenti la pelle marrone e l’alluminio. Due persone possono prendere posto sui sedili monoscocca in lega leggera rivestiti in pelle. Su ciascun sedile il contenimento del passeggero è assicurato da una cintura di sicurezza a quattro punti, collegati ad altrettanti avvolgitori.
La plancia integra al centro due contagiri, quello a sinistra per il motore anteriore e quello a destra per il motore posteriore.
Nella parte superiore della consolle centrale ritroviamo uno schermo tattile montato verticalmente. Gli occupanti possono navigare su varie pagine grazie a dei segnalibri. La pagina principale, visualizzata di default, è dedicata alla guida e comprende il tachimetro (fornita dal GPS), il contachilometri, la destinazione scelta, la bussola, la visualizzazione degli inclinometri (beccheggio e rollio). Una pagina dedicata all’acquisizione dei « way points » sul GPS comprende anche la cartografia.
Un’altra pagina permette di visualizzare le immagini della telecamera di bordo, contemporaneamente alle informazioni degli inclinometri per facilitare le manovre più delicate. Una pagina è dedicata alla selezione della musica di bordo, memorizzata sotto forma di file digitali (tipo MP3). Infine, una pagina è dedicata al funzionamento dei gruppi motopropulsori (temperatura dell’acqua, dell’olio...). Qualsiasi allarme di guasto viene visualizzato in via prioritaria sullo schermo.
La Hoggar vuole essere un veicolo per stare all’aria aperta e per questo ha un abitacolo aperto, senza padiglione. Le due « porte » sono infatti due piccoli portelli, in continuità con i parafanghi anteriori, sotto ai quali si vede facilmente la strada. Questi che si aprono con un movimento a mezz’ala di gabbiano.
Tutti i gruppi ottici del veicolo fanno ampio uso della tecnologia dei diodi. I proiettori anteriori utilizzano, in funzione di indicatori di direzione, tre barrette arancioni in plexiglas con taglio cristallo, dietro le quali si trovano i led. 
Le funzioni anabbaglianti e abbaglianti comprendono i led che si accendono in funzione dell’angolo di sterzata, di beccheggio e di rollio.
Le luci di posizione, a forma di « cristallo » intagliato, sono lievemente azzurrate.
Mentre i retrovisori sono tradizionali, una telecamera anteriore facilita la scelta dell’angolo di sterzata per evitare, ad esempio, un piccolo ostacolo. I sensori di prossimità completano i dispositivi di assistenza alla guida.

Aprile 2003
Servizio tratto da www.infomotori.com

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