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 RENAULT

 

Renault Clio Rs: Test Drive

Sera, passi veloci sul marciapiedi appena illuminato, un profondo respiro perchè il lavoro è finito e si torna a casa, la mano a cercare la chiave della macchina. E' quella? Sì. Anzi, no, è un po' più in là. Ma dov'è? Ah, eccola...

Che sottile soddisfazione, da papà tranquillo tranquillo con cuore però sportivo sportivo, sapere che la belvetta su cui si sta per salire quasi si confonde tra tante altre innocue quattroruote.

Sembra fatta apposta per chi "vuole", ma senza "apparire", la Renault Clio del test-drive con marchio Sport (appena visibile, lato sinistro del portellone posteriore): concentrato di potenza, il motore, avvolto da  un grande esempio di carrozzeria poco più che minimalista, quella della Clio appunto, la stessa che (con diverse varianti negli esemplari fino ad ora venduti, un milione e 700 mila) veste il modello con motorino milledue e tutti gli altri (diesel compresi): faccino liftato ma pur sempre per bene, da tragitto casa-scuola-supermarket e spesa nel bagagliaio.

Occhio ai dettagli…

Solo un occhio allenato noterà, nell'oscurità, piccoli particolari rivelatori: la linea del tetto più bassa di due dita rispetto a quella delle altre normalissime due volumi compatte, la curva del passaruote che quasi accarezza le ruote, perchè l'assetto è come si suol dire ribassato, i pneumatici extra size (195/45 su cerchi da 17" non sono mica uno scherzo). Niente di più: nè alettoni nè parafanghi bombati, mentre ecco un piccolo (piccolo davvero) accenno di spoiler e minigonne.

Gli interni

Ecco perchè si entra nell'abitacolo con la stessa espressione di chi oltrepassa il varco di una bisca clandestina: sai che ti divertirai, ma non lo vuoi dare a vedere. Così, aperta la portiera da Clio di tutti i giorni, è un gusto tutto speciale accomodarsi sui sedili neri e sagomati in pelle-alcantara, con scritta Sport ripresa pari pari da quella del retro, cruscotto scuro come il carbone e pedaliera metallica. Niente di più, però, anche all'interno, e qui resta un po' d'amaro i bocca: dateci un'atmosfera un po’ più racing, verrebbe da gridare.

Ma è solo un attimo di sbandamento, perchè se deve essere understatement, che lo sia davvero, anche all’interno, con quell’abitacolo in definitiva così normale. In fondo, quello che conta è davanti alla punta dei nostri piedi e del nostro naso: un quattro cilindri sedici valvole di due litri. Con muscolatura adeguata: 172 cavalli.

Su strada

Chiave d’accensione girata e il rumore del motore, quello sì, dice improvvisamente tutto: al minimo è una voce bassa, quasi roca, foriera di acuti (tra poche righe ve li raccontiamo) da brivido freddo lungo la schiena. Prima, si parte. Lo sterzo, quello rinnovato delle ultime Clio, qui è sagomato, leggero leggero a dieci all’ora ma ben più diretto qualche decina di chilometri più sopra. La belvetta non si è ancora svegliata e si muove stiracchiandosi sulla strada che comincia  a scorrere sotto il sedile. Riserva in questa fase già una sorpresina piacevole: c’è coppia, così ai bassi il propulsore gira fluido, senza sussulti, chiamando la marcia alta nel range più innocuo dei giri, tra i 1.500 e i 2.500.

Ma è questo che vogliamo da bombette come queste? Certo che no. Così l’ora tarda e il traffico pressoché inesistente diventano nostri complici: una bella miscela di autostrada, superstrada e misto collinare tanto per gradire ( e, comunque, per arrivare a casa!). Ecco la Clio Sport che cercavamo. Ci sono i limiti (ovvio) e non ci azzardiamo a superarli, ma fa un bell’effetto raggiungerli con quell’accelerazione da dragster che gli amanti delle quattroruote sognano almeno una volta (molte di più) nella vita: l’ESP scongiura di lasciare sull’asfalto tutta la preziosa gommatura al primo, deciso affondo di acceleratore. Prima, seconda, terza: bastano le prime tre marce per vedere la lancetta del tachimetro toccare quota 130, con il contagiri che si impenna fino a 6.000 (per la precisione 6.250).

Ecco spiegato perché con quarta e quinta (altro test drive, su autostrada tedesca) i duecentoventi dichiarati da Renault sono pura e semplice realtà, raggiunti per di più in un battito d’occhio. Sull’autostrada di casa nostra invece ci si può prendere la soddisfazione di qualche scalata quinta-quarta in zona 4-6.000 giri, per riprese degne di una super sportiva.

Il casello d’uscita è ormai alle spalle, ecco la superstrada, con quei curvoni ampi e veloci a dimostrare che l’assetto della Clio Sport è davvero da “cattiva”: l’auto non si scompone neppure quando compaiono a tradimento avvallamenti e piccoli dossi in piena curva. E’ l’anticamera di quel misto collinare che aiuta a capire quali frutti può dare un motore muscoloso aiutato dall’elettronica e montato su un corpo vettura leggero come questo: si fila che sembra una prova speciale, con quattro dischi a frenare bene anche dopo sollecitazioni alquanto incivili (aiutati, è evidente, dalla notte e dalla sua bassa temperatura), e con traiettorie disegnate come fossimo su binari. La spia del controllo della stabilità si accende più volte, ma solo perché lungo le curve più strette cerchiamo il limite con deplorevole cocciutaggine. La strada di casa si accorcia sempre di più (peccato), ma c’è il tempo per accorgersi che in fase di rilascio deciso il retrotreno non allarga la sua traiettoria, la quale resta sempre ben controllabile: in alcuni passaggi ci sfiora il dubbio di essere su una trazione integrale.

Casa è a un chilometro, i panni tornano quelli del papà tranquillo tranquillo. E anche i ragionamenti. La “Sport” costa poco più di 20.000 euro e percorre nel combinato 12,3 km. con un litro di benzina. Risulta persino sesta nella speciale classifica dei crash test (categoria “piccole”): attorno a questi numeri persino una famiglia potrebbe mettersi a ragionare. Lei potrebbe persino accompagnarci a scuola i bambini e riempire il bagagliaio con 6 (sei) sacchetti della spesa. Sempre che non venga ammaliata dalle super prestazioni della belvetta e non decida di invertire compiti e ruoli: ritorno serale dal lavoro con prova speciale sul misto veloce per lei, tragitto scuola-supermarket a 50 all’ora per lui. Sai che beffa.

Maggio 2004
Servizio tratto da
www.infomotori.com

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