
Smart Forfour: Test
Drive
Non solo minuscole
microcar e curiose spider/coupè nel listino Smart, ma
anche una vettura “normale”, quattro posti e cinque
porte.
Una vettura significativa
per la Casa tedesca, perché, a differenza di quanto
accaduto sino ad oggi, la Forfour è la prima Smart ad
accettare la sfida della concorrenza giocando ad armi
pari, ovvero senza proporsi come una alternativa di
nicchia.
Dimentichiamoci quindi, di
quel popolare e simpatico slogan che recitava “Smart,
reduce to the max”…perché in questa vettura, di ridotto,
c’è davvero poco.
Un tocco di originalità
Certamente non è orginale
tanto quanto le apprezzate “sorelle” biposto, ma bisogna
am-mettere che l’impronta generale è inconfondibilmente
Smart.
Nonostante il forte legame
che la unisce alla Mitsubishi Colt 2004 (entrambe
prodotte nello stesso stabilimento), la Forfour propone
un design diverso, mantenendo in ogni caso invariate le
forte caratterizzazioni che hanno contraddistinto dal
’98 ad oggi il brand Smart, a partire dal telaio Tridion
per arrivare alle soluzioni cromatiche bicolore.
Ai tre colori della
cellula di sicurezza “Tridion” possono essere abbinate 8
tonalità per i pan-nelli della carrozzeria (bodypanel),
disponibili per tutte le versioni.
Il frontale si
caratterizza per i gruppi ottici circolari e sdoppiati,
disposti sopra le prese d‘aria in posizione leggermente
obliqua, mentre sulla coda le luci tonde ad effetto
tridimensionale richiamano il concetto di “semaforo” già
visto sulle city-coupè. Interessante la soluzione
studiata per gli indicatori di direzione laterali, che
sono integrati nei retrovisori.
Interni spaziosi e
versatili
L’abbondanza di spazio
interno della City Coupè si ritrova, in modo
raddoppiato, anche nella Forfour.
Sono numerose le
possibilità di configurazione dell’abitacolo, che mostra
molto chiaramente come i tecnici Mitsubishi…pardon…Smart
si siano impegnati per costruire un prodotto che non
fosse solo simpatico ma anche utile e versatile nella
vita di tutti i giorni e soluzioni come il “lunge
concept” ne sono la dimostrazione.
Il “lounge concept”,
disponibile a richiesta, conferisce agli interni
l’atmosfera e l’accoglienza di un piccolo salotto:
ribaltando gli schienali dei sedili anteriori, infatti,
si può creare un’ampia superficie di appoggio
orizzontale, quasi alla stessa altezza del sedile
posteriore.
Ovviamente la versatilità
degli interni non si limita solamente a questo
innovativo sistema. Il sedile posteriore, infatti, può
essere spostato in senso longitudinale di 150
millimetri, in modo da guadagnare maggiore spazio nel
vano piedi dei passeggeri posteriori o, viceversa, nel
vano bagagli.
Il sedile posteriore è
ripartito con un rapporto di 60:40 e può essere regolato
separatamente nell’inclinazione. A garantire una
maggiore comodità di seduta il poggiabraccia centrale è
integrato nello schienale (a richiesta).
Il nome Forfour fa
intendere come lo spazio a bordo sia per quattro ma, a
richiesta, può accoglierne anche cinque.
Per assicurare una seduta
comoda e sicura anche al quinto passeggero, il sedile
posteriore è dotato in questo caso del terzo poggiatesta
e di cintura integrata a tre punti. Diversamente, se si
desidera avere maggiore spazio per i bagagli, appositi
meccanismi di ribaltamento consentono di ripiegare in
avanti lo schienale (ciascuna parte singolarmente o
insieme) fino a raggiungere una posizione orizzontale o
di ripiegare l‘intero sedile posteriore su se stesso
fino a raggiungere una posizione verticale.
Il volume del bagagliaio è
di 270 litri con il sedile posteriore in posizione
centrale. Reclinando gli schienali del sedile posteriore
o ribaltando in avanti tutto il sedile posteriore il
volume può aumentare fino a 620 o a 910 litri.
Nonostante le compatte
dimensioni esterne, gli interni trasmettono una
piacevole sensazione abitabilità. Ciò è dovuto anche
alla configurazione della plancia, con doppie linee
slanciate, che concorre a dare l‘impressione di grande
leggerezza del cockpit. A rafforzare questo effetto
tridimensionale sono anche le bocchette d‘aria a forma
sferica ed i pannelli in tessuto integrati nelle
superfici in materiale plastico. La stessa impressione
si ricava anche dalla consolle.
Completa il look degli
interni il caratteristico volante a tre razze, rivestito
in materiale sintetico (pulse) o in pelle (passion). A
richiesta è disponibile il volante multifunzione a due
doppie razze con tasti integrati che consente di
azionare, senza togliere le mani dal volante, radio,
lettore CD, cellulare e Comand.
Per gli interni sono
disponibili quattro rivestimenti in tessuto, diversi per
colore e fantasia, nonché rivestimenti in pelle.
Anche su smart forfour il
cliente può scegliere tra il tetto in materiale
sintetico, il tetto Pa-norama in cristallo e il tetto
apribile elettrico in vetro.
Il tetto in materiale
sintetico con superficie zigrinata è di serie sulla
pulse. I modelli passion invece sono dotati di serie del
tetto Panorama in cristallo. Il tetto apribile elettrico
in vetro è disponibile a richiesta per entrambe le
versioni.
Per Forfour, Smart ha
sviluppato cinque diverse motorizzazioni che, associate
ad un peso inferiore ai 1000Kg, ed un assetto
particolarmente efficace, dovrebbero garantire un valido
piacere di guida.
Cinque propulsori, due
diesel
Due diesel a tre cilindri,
con una cilindrata di 1,5 litri e una potenza
rispettivamente di 68CV e 95 CV e tre motori a benzina
con cilindrate da 1,1 litri, 1,3 e 1,5 litri e potenze
da 75 CV a 109 CV. Il motore con 1,1 litri di cilindrata
è a tre cilindri, gli altri due sono a quattro cilindri.
La gamma dei motori a
benzina è completamente di nuova concezione e nasce da
una coo-perazione tra Mitsubishi e DaimlerChrysler. Le
due motorizzazioni diesel, invece, sono asso-lutamente
identiche dal punto di vista meccanico ma si
differenziano nella diversa configu-razione della
centralina elettronica.
Da segnalare che tutte le
motorizzazioni rispettano la normativa antinquinamento
EU4.
Per quanto riguarda il
cambio, i sequenziali elettroattuati, visti di serie su
tutte le Smart fino ad oggi, lasciano il posto ad un
tradizionale cambio manuale a cinque marce.
A richiesta, comunque, è
disponibile il cambio manuale automatizzato a sei
rapporti sof-touch plus.
Quest‘ultimo non necessita
del pedale della frizione, poiché l‘innesto e il
disinnesto della frizione sono affidati ad un motorino
elettrico. Anche il cambio automatizzato consente di
cambiare marcia manualmente spostando semplicemente la
leva in avanti per passare alla marcia superiore e
all‘indietro per scalare.
A richiesta è disponibile
il cambio con comandi al volante (i cosiddetti shift
paddle), che consente di cambiare marcia senza togliere
le mani dal volante, a tutto vantaggio di una maggiore
sicurezza di guida. I due comandi (shift paddle) si
trovano sul retro del volante: con il comando destro si
passa alla marcia superiore, con quello sinistro si
passa alla marcia inferiore.
ESP di serie
Tutti i modelli smart
forfour sono equipaggiati di serie con il sistema
elettronico di controllo della stabilità (ESP), che si
avvale dell‘intervento di frenata selettiva per
stabilizzare la vettura.
L‘ESP comprende inoltre
altre importanti funzioni, quali il sistema elettronico
di ottimizzazione della frenata (Brake Assist
idraulico), il bloccaggio del differenziale, il
Cornering Brake Control (regolazione della pressione
frenante sulle singole ruote in caso di frenata in
curva), il sistema antibloccaggio freni (ABS) con
ripartitore elettronico della forza frenante.
Tutte le versioni sono
dotate di servosterzo elettrico, che aumenta
sensibilmente il comfort di sterzata, riducendo le forze
da applicare al volante in particolare durante le
manovre. Il servosterzo elettrico, inoltre, presenta dei
vantaggi rilevanti in termini di peso, ingombro e
consumo di carburante rispetto ai sistemi
elettroidraulici tradizionali.
Sport…a richiesta
Il pacchetto Sport,
disponibile a richiesta, esalta la guida dinamica e il
look sportivo. Il pac-chetto comprende, tra l‘altro, un
kit per l‘assetto ribassato, cerchi da 6,5 x 16, vetri
sfumati di blu, volante e pomello del cambio in pelle, a
tutto vantaggio di un tocco di sportività in più sia
negli esterni che negli interni.
Su strada
E’ nata per piacere e
probabilmente piacerà. Le sue forme, altro non sono che
quelle della Fortwo appilicate ad superfice decisamente
più ampia, ma gli sguardi che ci hanno guardato
incuriositi per le vie di Roma sembrano essere di buon
auspicio.
A dir la verità, gli
stessi sguardi studiavano, non senza un accenno di
sorriso, le biposto nel 1998 e le Coupè/Roadster nel
2003, ma visto e considerata la “normalità” dell’auto in
questione, è auspicabile che l’attenta curiosità si
trasformi in successo.
In ogni caso, anche se non
è molto originale rispetto a quanto proposto da Smart
fino ad oggi, questa Forfour spicca anche nei confronti
della più aggressiva concorrenza, grazie a particolari
ad effetto come il tetto di vetro, il cambio automatico
sequenziale, la possibilità di variare il colore
velocemente, e non ultimo il design dell’arredamento
interno, “fotocopiato” dai progetti della sorellina
biposto, ma ben fatto da un punto di vista della scelta
dei materiali.
Non sarebbe guastata,
comunque, un po’ più di cura nella definizione di alcuni
dettagli e negli accoppiamenti tra i vari elementi: la
qualità, come certificato dall’Automobil Club tedesco
ADAC, non è più “roba germanica”, considerando che ai
primi sette posti della classifica, 38000 automobilisti
tedeschi hanno indicato altrettante marche nipponiche.
Lo spazio a bordo,
nonostante le ridotte dimensioni esterne, è abbondante
per chi siede davanti, ma anche per chi trova posto
dietro, grazie anche alla possibilità di far scorrere
longitudinalmente di 15 cm il divano.
La posizione di guida è
piuttosto rialzata rispetto alla media, e consente
facili salite e discese dalla vettura ed un buon
controllo del traffico.
La guida della vettura è
piuttosto semplice. Il cambio manuale è molto morbido
negli innesti, così come è morbida la frizione, ma è
chiaro che in moltissimi clienti opteranno per il cambio
automatizzato, che evita lo stress da frizione e cambio,
in particolar modo nel traffico cittadino.
Rispetto a quanto Smart ci
aveva abituato, questo cambio, dotato di comandi al
volante, risulta decisamente più veloce nei passaggi di
marcia e nella logica di gestione della modalità
completamente automatica.
Il propulsore protagonista
della nostra prova, dislocato anteriormente, è un 1.5 a
benzina da 95 puledri, decisamente valido da un punto di
vista prestazionale anche se un po’ rumoroso superati i
4000 giri.
Da un punto di vista
dinamico, anche Forfour non tradisce quanto ammesso dai
tecnici Mitsubishi per la nuova Colt: molta attenzione,
infatti, è stata riposta nei confronti della resa
prestazionale, a costo di perdere qualche valido
punticino alla voce comodità.
La Forfour è molto agile,
reattiva al volante e ben incollata alla strada, non
senza un minimo accenno di sottosterzo, presto corretto
dal sistema ESP, sempre vigile.
Prezzi
Dulcis in fundo i prezzi
che non sono propriamente popolari partendo da circa
12.000 euro per arrivare a quasi 16.000 se si vuole una
Forfour adeguatamente accessoriata. Per gli interessati,
ricordiamo che la prima Smart a quattro porte sarà in
vendita a partire dal 24 aprile.
Giugno
2004
Servizio tratto da www.infomotori.com
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