
Subaru
Impreza Bi-fuel: Test Drive
Che
ci fa quella station compatta, eppure elegante nella sua
livrea nera come il carbone, lanciata a rotta di collo
giù per una ripida e fangosa stradina di montagna?
La
diresti più adatta ad uno struscio cittadino, lucida e
silenziosa com'è, scintillante nei suoi cerchi in lega,
quasi ammiccante da dietro i bei fanali trasparenti. E
invece...
E
invece, siccome di nome fa Impreza e di cognome Subaru,
quella station rientra nel novero delle sorprendenti e
modernissime auto double-face. Quelle che, grazie alle
quattro ruote motrici e alle marce ridotte, vantano una
grinta campagnola e avventuriera quando la necessità
chiama, oppure un’anima discretamente sofisticata,
propensa addirittura alla serata chic. Un po' snob, la
station delle Pleiadi, nelle sue forme non propriamente
filanti, ma forse proprio per questo sopra le righe
rispetto a modelli dichiaratamente "belli".
E'
la doppia vita della Impreza, che si sdoppia ancora di
più nel modello testato, quello che sul portellone porta
la scritta bi-fuel, e dichiara senza vergogna: "signori,
vado a gas oppure a benzina, per me non fa differenza".
Il
modello appena arrivato di slancio alla fine della
discesa montanara (e prima, quella stradina, se l'era
fatta in assoluta scioltezza tutta in salita) monta il
secondo propulsore, per ordine di grandezza, della
famiglia Impreza: 2 litri, 125 cavalli (cambio manuale o
automatico), un po’ più potente del millessei da 95, ma
di gran lunga sottodimensionato rispetto ai duemila da
225 cavalli che danno la carica sia alla berlina che
alla familiare, per non parlare del mostro marchiato Sti
da 265 cavalli.
Un
handicap? Certo che no, visto che la bi-fuel è
progettata e quindi nasce con la doppia alimentazione, e
non spreca neanche un briciolo di potenza nel passaggio
dalla benzina al GPL. Provare per credere, basta
spingere il pulsantino tra i sedili ed il gioco è fatto.
Si parte comunque sempre a benzina poi avviene
automaticamente il passaggio a gas (a meno che il
pulsante non sia commutato su benzina).
Subito, per cominciare sugli sterrati, l’invitante leva
delle ridotte altro non chiede che di essere sollevata.
In ottovolante su pendenze ad un tratto davvero
inquietanti, l’Impreza si inclina ma non fa una piega:
trazione costante e marce corte ti portano ovunque,
dipende solo, ad un certo punto, dal tuo coraggio e dai
pneumatici che monti, visto che il grip di quelli da
strada manifesta come è naturale i suoi limiti.
Nessuna brutta sorpresa commutando da benzina a gas:
quel diavoletto della mini-Impreza ripete il percorso in
souplesse.
Va
bene, e in autostrada? La bi-fuel fila silenziosa entro
i limiti di legge, così che i 130 (da tachimetro) li
prende molto rapidamente. Con una conferma: la
differenza da benzina a gas è davvero impercettibile, e
c’è da credere che i 188 orari dichiarati da casa Subaru
siano veritieri e comunque raggiungibili con i due
carburanti.
Ma
allora, gas o benzina? E’ bene chiarire che le vetture a
doppia alimentazione sono fatte per viaggiare sempre
(possibilmente) con il primo tipo di carburante: la
benzina serve, in pratica, ad assicurare l’autonomia
sufficiente a raggiungere il distributore quando il Gpl
scarseggia. E qui si entra in un mondo sconosciuto a chi
nel serbatoio mette solo benzina o gasolio. Con il gas
l’autonomia è ridotta, per due semplicissimi motivi: la
macchina consuma di più, e il serbatoio ha una capacità
ridotta (non vorrete mica i mega-bomboloni sul tetto?).
Quindi occhio sempre al contachilometri parziale, da
azzerare ad ogni pieno di GPL. Un sorriso ora: il pieno
si fa con circa 14 o 15 euro, che vi porteranno a spasso
per 300-350 chilometri, dipende dal vostro piede.
Infine il distributore. Chi viaggia a gas già sa che
sarà come andare a funghi: bisogna conoscere i posti
giusti e fissarseli bene in testa, almeno in città,
perché lungo le autostrade la catena si sta espandendo.
Risolti i problemi logistici, non resta che scegliere o
meno questo tipo di vettura. Sarà anche un fatto
filosofico: il GPL inquina meno, oltre che costare poco.
Bisogna fare i conti con le percorrenze e le proprie
esigenze. L’Impreza bi-fuel costa 23.780 euro, offre
robustezza e agilità nel fuori strada e non delude in
autostrada.
Compratela nera. Potrete parcheggiarla alle nove di sera
davanti al teatro senza sfigurare. Beninteso, dopo
averla lavata dal fango e aver tirato il telo
copribagagli sulla fascina di legna che vi siete portati
dalla campagna.
Gennaio 2004
Servizio tratto da www.infomotori.com