
Volkswagen Golf GTI
E’ senza dubbio una delle
sigle più conosciute al mondo. GTI è il sinonimo delle
versioni più pepate della VW Golf, quelle che hanno
saputo emozionare milioni di clienti in più di 28 anni
di storia.
A dir la verità, di tutte
le GTI, la quarta serie è stata quella più insipida.
Certamente non andava piano, ma un po’ per la crescita
esponenziale dei motori a gasolio, un po’ per via di una
connotazione sportiva praticamente inesistente, l’ultima
serie con la targhetta GTI non ha saputo invadere le
strade d’Europa come le più anziane sorelle.
Design finalmente
aggressivo
Resosi conto di questa
estrema necessità, il centro stile VW gioca nuovamente
la carta della sportività per la Golf GTI. Non parliamo
certo di alettoni o appendici aerodinamiche evidenti, ma
un piccolo tentativo di abbandonare l’estrema sobrietà
delle forme per sposare un concetto leggermente più
sportivo, più vicino, forse, ai gusti di coloro i quali
una GTI la comprerebbero per mettersi in garage una
vettura tutto sommato sportiva.
E’ solo una Concept,
sembra voler dire “non fatevi troppe illusioni perché ci
dobbiamo ancora pensare bene…”, ma probabilmente la
versione definitiva di questa vettura, che sarà
presentata sotto i riflettori del Salone di Parigi 2004,
sarà praticamente identica a quanto mostrato in
occasione di Francoforte, con tanto di griglia anteriore
e profili di colore nero opaco, proprio come usavano le
prime “vere” GTI, e gli enormi cerchi da 18”.
200 CV sotto al cofano
I 200 CV del propulsore 2
litri turbo ad iniezione diretta FSI sembravano fatti
apposta per stupire, in realtà, la concorrenza francese,
vedi Renault Megane Sport, gioca su valori del 10% più
elevati, per cui è possibile che nel passaggio da
Concept a modello di serie, la quinta serie della Golf
GTI si ritrovi ad ospitare un propulsore ancor più
pepato.
Potenze a parte, ad
attrarre lo sguardo sulla tabella tecnica c’è la voce
cambio: il DSG già collaudato con successo su alcune
vetture del Gruppo VW, garantirà alla Golf GTI cambiate
fulminee e quindi accelerazioni da record ed assoluto
divertimento alla guida.
Per chi non lo conoscesse,
il cambio DSG si basa su cambio manuale classico a 6
marce, in grado di garantire un’alta variabilità nella
selezione del rapporto di trasmissione. Grazie all’uso
di una frizione multidisco gemellare, integrata ad un
sistema di controllo elettronico, due marce possono
essere innestate simultaneamente.
Durante il movimento
dell’automobile, solo un ingranaggio è agganciato.
Quanto ci si avvicina al momento di cambiata,
l’ingranaggio successivo, già preselezionato, è pronto
ad intervenire, ma la frizione che lo controlla viene
mantenuta disinnestata. Nell’istante in cui la cambiata
viene “approvata”, il processore del cambio stacca la
frizione dell’ingranaggio attivo e attacca l’altra
frizione contemporaneamente.
Il cambio di rapporto
avviene sotto carico, quasi senza accorgersene, con il
vantaggio che l’alimentazione del motore non viene mai
interrotta.
Per quanto riguarda gli
altri sistemi di controllo, oltre al classico controllo
della trazione,la nuova Golf GTI vanterà un sistema
antisbandamento ESP, il Dual Brake Assist, oltre al
nuovo servosterzo elettromeccanico.
Interni sportivi
L’abitacolo è decisamente
sportivo. All’abbondanza di particolari realizzati in
alluminio, come la pedaliera ed i poggiapiedi, si
aggiunge l’aggressività dei sedili al alto contenimento
laterale, caratterizzati da schienali particolarmente
alti e poggiatesta integrati e regolabili, quasi a voler
richiamare i sedili da corsa.
I richiami alla prima GTI
del ’76 non sono solo esteriori ma anche all’interno: il
volante a tre razze, infatti, vanta un inserto satinato
per ogni ed il logo GTI su quella verticale.
Gli strumenti racchiusi
all’interno della “solita” palpebra, sono di tipo
circolare e vantano una cornice d’alluminio cromata.
Marzo
2004
Servizio tratto da
www.infomotori.com
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