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Volvo
V70 D5Dopo la S60 finalmente il 2400 D5
arriva anche sulla V 70 che, pur restando una bella
station meriterebbe una “rinfrescatina” per essere
all’altezza della concorrenza sempre più aggressiva.
In ogni caso il
2.4
D5, il primo motore diesel costruito interamente dalla
Volvo, offre un bello slancio alla lunga svedese che
recupera rapidamente il “gap” accumulato
precedentemente, vantando prestazioni da “benzina”.
Derivato proprio dal 5 cilindri benzina, il 2.4 D5
turbodiesel common rail, di seconda generazione (pressione
1600 bar) con turbina a geometria variabile, assume quindi
per la Casa di Goteborg una particolare importanza per
superare questo momento decisamente delicato del mercato
automobilistico.
La
tecnologia del nuovo D5 è certamente al top, come
conferma la sua costruzione in alluminio che ha permesso
di non superare i 185 kg di peso, la presenza di un turbo
a geometria variabile, la riduzione degli attriti e lo
stesso alleggerimento delle parti in movimento.
Il common rail di seconda generazione Volvo da 1600 bar di
pressione sfrutta tutto il know how Bosch e su strada si
apprezza fin dal primo chilometro, visto che la tecnologia
è indispensabile, ma ciò che interessa
all’automobilista è guidare una vettura sicura,
brillante, silenziosa, rispettosa dell’ambiente e
sobria.
Tutti
obiettivi pienamente raggiunti dalla Volvo V70 D5.
Certamente sulla sicurezza attiva e passiva non avevamo
dubbi, ma sul versante prestazionale qualche incertezza
c’era: con la prova su strada svolta sui colli emiliani
ci siamo tolti qualsiasi dubbio!
Del resto, già i 163 CV dichiarati non sono poca cosa e
la coppia massima di 340 Nm è ancor più eloquente.
I 1700 chili della V70 sembrano assai meno grazie a questo
propulsore dall’esuberante elasticità, che spinge con
piacevole progressività senza buchi o cali: fra i 1750 e
i 3000 giri è un vero piacere sentirlo uscire dal cofano,
la cui voce sembra quasi dire “spingi, spingi che ci
sono ancora tanti cavali che scalpitano!”
Il prezzo non è proprio “popolare”, visto che la D5
è offerta a 72,4 milioni (o 79,4 per la super
accessoriata Optima che include nel suo equipaggiamento
navigatore satellitare, comandi audio al volante, impianto
stereo di maggior pregio con CD, e telefono Gsm integrato)
ma l’equipaggiamento ed il propulsore giustificano
parzialmente tale valore, ricordando che di serie troviamo
ABS con EDB, tutti i dispositivi di sicurezza più
evoluti, ruote in lega da 16”, clima automatico. La
lista degli optional interessa solo i più esigenti, dato
che già il modello “base” ha tutto il necessario.
A prezzi assai simili troviamo la BMW 520 Touring, la
Mercedes Classe E SW 220 CDI e l’Audi A6 TDI 130 CV.
Certamente la D5 Optima offrirà qualcosa in più (come
accessori) della BMW 525d, ma a parità di cavalli (163
per entrambe) la sfida è davvero dura per la valida
svedese, che vanta però un valore residuo inferiore
rispetto alle tedesche.
Siamo
comunque certi che il nuovo turbodiesel potrà ridare
slancio alla lunga nordica, segnalando che nel suo
segmento a benzina vanta ben il 34% mentre nel Diesel era
ferma appena al 5% e con la nuova V70 D5 certamente i
numeri del gasolio cresceranno, magari anche a danno del
benzinaio, poiché fra una V70 benzina ed una D5 non c’è
proprio confronto: sia dalla pompa di rifornimento sia
guidando su strade nervose dove serve elasticità e
ripresa.
Servizio tratto da
www.infomotori.com
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