|
|
 .gif) |
|
DUCATI |
|
|
| |
Ducati 749
Il mercato delle medie supersportive è in grande fermento. Ducati non si è certo fatta trovare impreparata dall’offensiva giapponese e da Borgo Panigale arriva la nuovissima 749, derivata direttamente dalla rivoluzionaria 999.
L’anima del progetto è il propulsore bicilindrico Testastretta che, quasi a voler dichiarare il suo ruolo di protagonista indiscusso, mette “prepotentemente” in mostra uno dei suoi cilindri tra serbatoio e carenatura.
L’architettura del propulsore, bicilindrico a V di 90° e la distribuzione desmodromica, sono caratteristiche base dei propulsori marchiati Ducati: l’evoluzione di questi concetti però non si è fermata agli albori dell’idea, ma viene aggiornata di anno in anno, sfruttando le migliori tecnologie ed i materiali più innovativi disponibili sul mercato.
Il nuovo Testastretta di 748cc, derivato dal precedente modello montato sulla 748, è stato sapientemente rivisto: corsa più corta, maggior alesaggio per ospitare valvole più grandi ed altre decine di migliorie hanno fatto lievitare i cavalli dai precedenti 97 agli attuali 103, mantenendo inalterate le eccezionali doti di sfruttabilità del predecessore.
Il cambio è ovviamente a sei rapporti e la frizione rimane come nei precedenti modelli a secco.
La linea della nuova 749 è in tutto e per tutto simile a quella della 999. Non dev’essere stato semplice, per l’equipe diretta da Pierre Terblanche, creare l’erede di un “mostro sacro” come la 916, disegnata quasi due lustri fa dalla felice mano di Massimo Tamburini ed evoluta, a suon di successi sportivi mondiali, fino alla 998 tutt’ora in listino.
Le parole del designer francese spiegano da sole l’impegno profuso dal team di tecnici e da Ducati nello studio delle 999 e 749: <<La definizione delle linee base è partita quattro anni fa con un'analisi approfondita e graduale dei difetti riscontrati sulla moto precedente. Abbiamo raccolto riviste, recensioni, testi, articoli, abbiamo parlato con i meccanici del reparto corse. Insomma, abbiamo messo le mani su tutto quello che potevamo ed abbiamo riscontrato la necessità di apportare dei miglioramenti ad alcuni aspetti, tra cui il comfort, la posizione di guida, il bloccasterzo, la manutenzione, l'accessibilità e tanto altro.>>
Nasce così una moto dal design molto innovativo ma anche più semplice come costruzione, visto che è stata cercata la massima integrazione tra le parti e l’estrema razionalizzazione di tutti i processi progettuali e di produzione.
Un occhio di riguardo anche verso l’elettronica, che ormai fa la voce da padrona anche in campo motociclistico. Il rivoluzionario impianto elettrico a tecnologia CAN (Controller Area Network), oltre ad essere di ben 3kg più leggero rispetto al precedente, mette in comunicazione la centralina ed il cruscotto tramite segnali digitali.
La ciclistica non poteva che essere in puro stile Ducati. Il telaio è un classico traliccio di tubi d’acciaio ad alta resistenza, con la particolarità di permettere regolazioni dell’angolo di sterzo (da 23,5° a 24,5°), per adattarsi meglio alle caratteristiche di piloti e circuiti. Il reparto freni è composto da due dischi da 320mm all’anteriore con pinza a quattro pistoncini ed un disco da 240mm al posteriore.
Le forcella upside-down Showa ha steli da 43 mm ed un particolare trattamento superficiale TiN; è completamente regolabile come, del resto, l’ammortizzatore posteriore.
Saranno due le versioni disponibili: la 749 e la 749S che si differenzia dal modello “base” per via del codone monoposto ed un sistema che permette, tramite una slitta, di far scorrere sella e serbatoio longitudinalmente di 20mm; un accessorio utilissimo per trovare un corretto assetto nella guida al limite.
Le colorazioni disponibili al momento sono due: giallo o rosso con cerchi color grigio metallizzato scuro.
Novembre 2002
Servizio tratto da www.infomotori.com
Torna
al menu della casa |
|