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Ducati Monster collezione ‘03
Sono passati già dieci anni dal lancio della prima Monster eppure la scarenata di Borgo Panigale continua a fare breccia nel cuore dei motociclisti di tutto il mondo.
Un successo destinato a durare ancora molti anni, frutto di un’idea iniziale coraggiosa, che si imponeva l’obiettivo di rilanciare un settore, quello delle moto naked, che nei primi anni ’90 era praticamente “morto”.
Un concetto nuovo, un marketing da favola e piccoli ed invisibili aggiornamenti tecnici ed estetci studiati e proposti, di anno in anno, “in gran segreto”.
Le nuove Monster M.Y. ‘03, della prima serie conservano lo spirito ed alcuni particolari come i gruppi ottici, la sella ed il serbatoio; per il resto è tutto è cambiato nel tempo, a partire dai motori, lo scorso anno con il 620cc oggi con gli 800 e 1000cc, passando per il telaio, le sospensioni, la strumentazione, i comandi e molto altro.
Nonostante tutte queste novità, è ancora difficile riconoscere le Monster attuali da quelle dei primi anni ’90.
La rivoluzione
Non è certo un segreto che la prima Monster 900 fosse un mix di quello che gli ingegneri Ducati avevano già a disposizione in casa.
Non certo avanzi, ma telai della 888, antenata della 999, pluricampioni del mondo superbike e motori 900cc derivati delle Ducati 900SS, non particolarmente potenti ma semplici e dotati di molta coppia.
E’ stato sufficiente progettare un nuovo serbatoio, una sella e definire alcuni particolari per ottenere da questi elementi un vero “mostro”, che trova il suo habitat naturale tra i cordoli di una pista come tra le vie di un elegante centro storico, magari vestiti in giacca e cravatta…
2003, l’evoluzione continua
Nulla di evidente, sia chiaro, ma per il M.Y. ‘03 non cambiano solo alcuni particolari.
Come già accaduto per la M600, salita a 620cc lo scorso anno per merito del nuovo propulsore ad iniezione elettronica, spariscono le M750i.e. e le M900i.e. per far posto alle M800s-i.e. e M1000s-i.e.
I nuovi propulsori, mantengono la classica architettura a V di 90° con raffreddamento aria e olio, iniezione elettronica e due valvole per cilindro, ma guadagnano una candela, manciate di centimetri cubici, un nuovo carter motore ed ovviamente cavalli e coppia.
La potenza massima, infatti, era un po’ il “tallone d’Achille” della Monster che rispetto alle “avversarie” non è mai brillata per potenza massima. Ora con gli 84Cv della 1000 ed i 73 della 800, le prestazioni si sono avvicinate alle richieste di quei clienti che dalle Monster volevano un’estetica personale, una tecnica sopraffina ma anche un motore più performante ed al passo con la concorrenza made in Japan.
Sul piano tecnico le novità riguardano l’adozione di un nuovo telaio derivato da quello del più rigido Monster S4, una forcella anteriore completamente regolabile ed un ammortizzatore idraulico regolabile.
Il design è rimasto sostanzialmente invariato e trova le sue peculiarità nel voluminoso serbatoio, nel motore completamente in vista, nel telaio in traliccio di tubi, nel grosso faro anteriore di forma circolare, nelle due marmitte basse ed aggressive e nel piccolo cupolino, introdotto recentemente, che ha più una funzione estetica che di protezione dall’aria.
Interessante e ricca la gamma di colori che variano tra le tinte rosso, giallo, nero, blu oppure grigio scuro metallizzato abbinato a cerchi rossi fluo.
La gamma Monster è così composta: 620ie, che utilizza il forcellone posteriore di vecchio tipo, 620s i.e., 800s i.e., 1000s i.e. ed S4, che utilizza il motore della “mitica” Ducati 916 ed un telaio esclusivo.
Per quanto riguarda i prezzi, si oscilla tra i 7.400 euro della Monster 620ie Dark ed i 11.950 euro della S4.
Dicembre 2002
Servizio tratto da www.infomotori.com
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