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 DUCATI

 

Ducati Multistrada

Se fosse un’auto, non si sarebbe tardato molto nell’attribuirle una di quelle “assurde” sigle tipiche di ogni Sport Utility, perché esattamente come accade per le lussuose 4x4 stradali, la nuova Ducati Multistrada è un compromesso tra la versatilità di una “enduro” e l’efficacia dinamica di una supersportiva di razza.

In molti si saranno chiesti, dopo averla vista per la prima volta, se in Ducati sono impazziti, visto che, prima d’oggi, dagli stabilimenti di Borgo Panigale non si era mai visto uscire nulla di simile.

Eppure, analizzandola con calma, si capisce che sotto le sue forme inedite ed assolutamente rivoluzionarie, la nuova “creatura” è più Ducati, ad esempio, di quella emozionante Desmosedici impegnata a dar battaglia a Valentino in MotoGp, meravigliosamente colpevole del suo cuore V4, “irrispettoso” del tradizionale rombo “scomposto” che anima da sempre il bicilindrico V90° Ducati, in bella mostra, nel telaio della Multistrada, nella nuova versione 1000DS.

Un design fuori dal comune
 

Tanto quanto la nuova 999 e 749, anche la Multistrada è figlia della matita del designer francese Pierre Terblanche, trasgressivo ed originale quanto criticato per alcune scelte stilistiche, oggettivamente azzardate e per molti difficili da “digerire”, soprattutto pensando all’eterna bellezza della 916, progettata più di 10 anni fa da Massimo Tamburini.

La prima cosa che balza all’occhio è senza dubbio il cupolino sdoppiato, unico nel suo genere: il parabrezza non è più integrato al cupolino, ma è vincolato al manubrio e alla forcella seguendone il movimento nei cambi di direzione.  In questo modo, viene evitata qualunque interferenza con le leve al manubrio, permettendo angoli di sterzata molto elevati.

La forma della fiancata è leggera ed è piacevolmente studiata per lasciare in vista telaio e propulsore, elementi caratteristici e caratterizzanti della filosofia Ducati.

La coda, purtroppo, sembra quasi non essere stata curata dallo stesso designer: i due grossi scarichi circolari, infatti, non trovano alcun elemento di raccordo stilistico con codino, faro e targa, offrendo un insieme, a nostro parere, pesante e sgraziato, rispetto al resto.

Molto interessante il gruppo sella/serbatoio, decisamente stretto e compatto longitudinalmente: il risultato è una moto così stretta che sembra di stringere tra le gambe un monocilindrico.

 

Il telaio
 

I dettami della tradizione Ducati sono ampiamente rispettati, con un bel telaio in traliccio di tubi d’acciaio ad avvolgere, senza nasconderlo, il grosso bicilindrico.

Resistente e leggero, offre notevoli valori di rigidità puntando su una semplice geometria “triangolare” piuttosto che su una complessa lavorazione, tipica dei tradizionali telai in alluminio estruso.

Anche il carter motore, grazie alla sua robustezza, svolge un ruolo strutturalmente fondamentale per la Multistrada, fungendo da elemento stressato del telaio contribuendo al risparmio di peso ed esaltando la rigidità dell’insieme.
 

Componentistica raffinata

Le sospensioni della Multistrada sono derivate dall’esperienza sportiva e per questo godono di molteplici possibilità di regolazione e valori di scorrevolezza decisamente elevati, a tutto vantaggio di una guida precisa e sicura.

Completamente nuovo il forcellone monobraccio, molto simile a quello della 998, non è solamente bello da vedere, ma assicura anche notevoli doti di progressività e l’interessantissima possibilità di regolarne l'altezza, adattando la ciclistica proprio stile di guida e alle proprie esigenze.

La forcella, di produzione Showa, è steli rovesciati, con la possibilità di essere anch’essa regolata in tutte le sue funzioni.

Notevole l’impianto frenante, che prevede sia anteriormente sia posteriormente le pinze freno Brembo “Serie Oro”, abbinati a nuovi dischi di 320 mm di diametro.

Posteriormente è montato un monodisco di 245 mm, in grado di assicurare buona forza frenante e notevole modulabilità.

Le prestazioni dell’impianto sono tenute a bada, anche nelle condizioni più impegnative, da tubi freno anteriori e posteriori in treccia di acciaio, che evitano la creazione di fastidiosi, oltre che pericolosi, fenomeni di fading. E per completare il sistema, nuovi serbatoi leggeri, compatti e di ingombri ridotti vengono montati sulle pompe freno Brembo PSC 16 utilizzate sui modelli Superbike replica.

Di facile lettura il nuovo cruscotto, che comprende un contagiri elettronico/analogico di grandi dimensioni ed un display LCD che offre varie visualizzazioni, tra cui lettura della velocità, orologio, temperatura del motore, spia della riserva e contachilometri parziale, oltre a funzioni tipiche di un computer di bordo come la velocità media, l’autonomia ecc. Gli indicatori di direzione anteriori sono integrati agli specchietti retrovisori riducendo il peso e contribuendo ad ottenere un aspetto pulito del frontale. Molto particolare il design dei nuovi proiettori anteriori.

Il nuovo bicilindrico 1000 DS

Anche se da fuori può sembrare il classico V90° Ducati, il bicilindrico 1000DS è un propulsore completamente nuovo.

Semplice e leggero, non ha bisogno di radiatori, pompe dell'acqua, tubi, serbatoi e nemmeno la necessità di cercare compromessi nella disposizione degli accessori in funzione del sistema di raffreddamento ad acqua, perché il raffreddamento avviene, come accade per molti altri propulsori Ducati, con il passaggio dell’aria.

I vantaggi sono notevoli anche a livello di manutenzione, perché in officina si perde meno tempo e, di conseguenza, i costi di manutenzione risultano più contenuti.

Le novità più importanti riguardano il sistema d’accensione, ora a doppia candela per cilindro, e gli alberi a camme che non ruotano più su cuscinetti a sfere ma su cuscinetti idrodinamici, riducendo le parti in movimento e favorendo la dispersione del calore.

E’ stata cambiata anche la forma dell’albero motore con masse più centralizzate e diversa disposizione dei fori di mandata dell'olio, ottenendo un albero motore più rigido, con minori vibrazioni e maggiore affidabilità.

Altre modifiche minori riguardano il sistema di lubrificazione, la campana frizione, i dischi conduttori ed i dischi condotti sono ora interamente realizzati in una lega speciale di alluminio.

I valori di potenza e coppia sono decisamente interessanti, visti gli 84CV a 8000 giri e gli 84Nm di coppia a soli 5000 giri, ed in grado di assicurare grande piacere di guida ed ottime prestazioni.

Su strada

Una moto totale. Che piaccia o non piaccia, la Multistrada è in grado di tenere a bada più di qualche supersportiva, perché le qualità dinamiche sono da vera Ducati ed il propulsore 1000DS sa il fatto suo quanto a coppia e potenza.

Dopo pochi metri, ci si accorge che la sella è decisamente dura, sembra quasi che si siano dimenticati l’imbottitura!

Evidentemente la rigidità è un vizio di famiglia, visto che anche la taratura di serie delle sospensioni tende al “duro”, privilegiando la guida sportiva piuttosto che quella turistica. Se per la sella il problema è quasi irrisolvibile, per le sospensioni sono sufficienti pochi minuti per donare un po’ di beneficio alla schiena, che rischierebbe di andare KO nei viaggi più lunghi.

Grazie anche alla posizione di guida, quasi da Supermotard, sul lento, ma anche sul veloce, la Multistrada è veramente divertente da pilotare, con una stabilità anche nelle pieghe più accentuate, “da ginocchio”, davvero incredibile ed una velocità davvero elevata nello scendere in piega.

Il propulsore è un vero e proprio portento. Non ha certamente nulla a che vedere con il Testastretta della 999, intendiamoci, ma sa riprendere con molto vigore sin dai regimi più bassi, offrendo un allungo, accompagnato dal sound tipico del “Desmo” Ducati, decisamente buono ed inedito per i propulsori raffreddati ad aria di Borgo Panigale.

La frenata è potente e modulabile e resistente alle più intense torture, grazie anche ai condotti dell’olio in treccia d’acciaio.

Una moto divertente insomma, godibile anche nei viaggi in coppia, dove si potrà viaggiare per moltissimi km, a medie elevate e senza lasciare in garage il piacere di guidare.

Luglio 2003
Servizio tratto da
www.infomotori.com

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