
Kawasaki
Ninja ZX-6R: Test Drive
Provata tra i cordoli di
Adria la nuova Ninja.
Leggera, potente ed incredibilmente efficace. Queste sono
le prime sensazioni che dominano i miei pensieri già dopo
poche pieghe tra i cordoli dell’autodromo di Adria.
Che la nuova Ninja fosse un’arma nettamente più affilata e
tagliente rispetto al modello che l’ha preceduta non c’era
dubbio, ma sembra quasi incredibile che tra le due
generazioni di ZX-6R ci sia solo un anno di differenza.
Non cambia infatti solo l’estetica, ma anche tutto il
reparto ciclistico con l’adozione di un nuovo telaio, più
leggero e compatto, nuove sospensioni e le tanto attese
pinze radiali, arrivate direttamente dal mondo delle
corse. Non poteva certo mancare qualche miglioria al già
eccezionale propulsore che, grazie ai 36cc in più rispetto
alle dirette avversarie, vanta una coppia più vigorosa ai
bassi regimi, ed una grinta notevole appena la
lancetta…pardon…le tacchette del contagiri digitale
oltrepassano quota 8000.
In sella
L’impostazione di guida è
davvero sportiva, con la sella che “spinge” in avanti, i
semimanubri bassi e spioventi e le pedane alte ed
arretrate. Un po’ largo il serbatoio, che limita un po’
negli spostamenti più accentuati.
La strumentazione è totalmente digitale ma, sinceramente,
ho sentito la mancanza della cara e vecchia lancetta o
quantomeno di una disposizione diversa del contagiri, che
risulta tanto piacevole esteticamente quanto illeggibile
quando serve.
Delle tre colorazioni a disposizione per la nostra prova,
abbiamo optato per la verde perché è un po’ il simbolo
delle Kawasaki sportive tanto quanto, passateci il
paragone, il rosso per la Ferrari. Le altre due
colorazioni disponibili, nera e blu, sono davvero eleganti
ed esaltano i tratti più sportivi del design.
In pista
Dentro la prima, giù la
visiera! Si inizia a fare sul serio, finalmente è venuto
il momento di toccare con mano quanto di buono fatto dai
tecnici giapponesi per questa nuova Ninja, confermando o
deludendo l’imponente quantità di impressioni “statiche”
ricavate durante l’inverno.
Dopo un giro a bassa andatura per mandare in temperatura
le gomme – sono delle Michelin Pilot Sport, ottime per
l’utilizzo stradale ma poco propense allo stress della
pista – esco con decisione dal tornante che immette sul
rettifilo dei box e…su! La “verdona” si alza come per
magia, facendomi vedere il cielo, quasi come se sotto al
serbatoio battesse un 1000cc bicilindrico.
Capisco subito che con la Ninja non c’è da scherzare, ma
già alla prima curva si apprezza la facilità nello
scendere in piega e nell’inserirsi in curva. Seconda,
terza, quarta, 220km/h e si stacca a moto leggermente
inclinata, mettendo a dura prova l’impianto frenante e la
ciclistica: il retrotreno accenna un principio di
saltellamento, ma tutto è sotto controllo, grazie alla
stabilità assicurata dall’avantreno, davvero “granitico”,
ed alla qualità dell’impianto frenante, potente e sicuro,
anche se non proprio dei più modulabili. Il disegno della
pista allarga dolcemente la traiettoria in uscita e qui si
apprezzano le caratteristiche di erogazione e progressione
del rinnovato quattro cilindri, che si rivela un po’ meno
pieno “in basso”, rispetto alla precedente generazione, ma
più pepato agli alti regimi. In un attimo si arriva al
tornantino e qui la saponetta striscia abbondantemente
sull’asfalto, segnalando che la ZX-6R è facile ed
intuitiva anche nello stretto, una di quelle moto che
nelle uscite domenicali si guidano “da sole”.
Altro rettifilo, l’avantreno si stacca nuovamente da terra
fino in terza marcia, quasi volesse decollare ed arriviamo
ad una chicane da percorrere in seconda, decisamente
stretta e da raccordare in uscita con una piega verso
sinistra, che lancia nella parte più veloce del tracciato.
Anche in questo caso, la Ninja conferma una certa audacia
nei cambi di direzione che ricorda le leggere 250cc
Aprilia e Suzuki che spopolavano negli anni ’90.
L’ultima parte del tracciato offre l’unica curva veloce e
qui la “piccola” di Akashi si rivela ben bilanciata e
neutra durante l’inserimento e la percorrenza della curva,
anche se l’uscita di curva crea qualche grattacapo:
l’avantreno ha dimostrato in tutti i passaggi una lieve
tendenza ad allargare, quasi fosse “sottosterzante”. C’è
da dire che la moto da noi provata era in configurazione
assolutamente standard e quindi è difficile giudicare
certi tipi di reazioni senza poter intervenire sulle gomme
e sulle regolazioni delle sospensioni.
Dopo poche curve si torna sul rettifilo dei box, uno dei
pochi punti del tracciato dove dar veramente fuoco alle
polveri. In un attimo si raggiunge la soglia del
limitatore, oltre i 15000 giri/min, accompagnati da un
sound davvero eccezionale, tipico dei propulsori Kawasaki.
Per pochi istanti si inserisce la 5a marcia e rannicchiato
sotto al cupolino riesco a vedere più di 230km/h. Arrivo a
staccare a meno di 150m, con il retrotreno che nuovamente
“saltella” per qualche metro ed entro in curva ancora con
i dischi pinzati.
Una vera e propria prova del nove, che ha dimostrato come
il bilanciamento dei pesi e le qualità dinamiche del
telaio della nuova Ninja siano davvero di riferimento.
Regolazioni a parte, non c’è che dire, la nuova Ninja è
una moto davvero interessante e molto divertente da
pilotare. Oltre alla dotazione tecnica, senza dubbio da
riferimento, la ZX-6R ha dimostrato di essere arrivata al
top anche nelle qualità dinamiche, potendo finalmente
battagliare ad armi pari con le agguerrite rivali
giapponesi ed italiane.
Due nuovi
modelli, simili ma non uguali
ZX-6R ed RR. Due sigle e due
versioni, simili per quanto riguarda l'impatto estetico ma
completamente diverse nell'anima.
La ZX-6R nasce come versione stradale, può fare la gioia
degli appassionati “pistaioli” ma non può prendere il via
alle competizioni a causa della cilindrata di ben 636cc.
Per colmare questa lacuna, Kawasaki propone ai suoi
clienti più sportivi la versione RR, dotata di un
propulsore regolamentare (599cc), di un attacco del
forcellone modificato e di un kit di potenziamento
specifico.
Il design
Un look completamente nuovo,
più compatto e tagliente rispetto alla passata
generazione, ispirato senza mezzi termini alla “sorellona”
MotoGp 2003.
Un frontale appuntito e profilato con al centro una
grintosa presa d'aria, fianchi delle carenature segnati da
profonde prese d'aria ed un codino snello e “sparato”
verso l'alto, sono solamente alcune delle caratteristiche
del nuovo design, studiato per stupire e per assicurare la
massima prestazione.
Inediti, nella forma e nel posizionamento, i gruppi ottici
anteriori che guardano aggressivamente verso il basso ed
il fanalino posteriore, costruito con tecnologia a led,
che riprende nel design i tratti del frontale.
Nel dettaglio, molto belli e realizzati con cura
“artigianale” gli attacchi delle pinze radiali sulla
forcella ed il gruppo pedana caratterizzato dalla
protezione per lo stivale forata.
La tecnica
Sulla carta, è la “600” M.Y.
'03 tecnicamente più avanzata sul mercato. Alcune
soluzioni tecniche vanno completamente controtendenza
rispetto alle dirette rivali e derivano direttamente dal
mondo delle corse: le pinze dei freni ad attacco radiale,
ad esempio, ma anche la forcella a steli rovesciati o la
possibilità di intervenire nelle geometrie del telaio
fanno capire da subito le intenzioni battagliere delle
Ninja “new generation”.
Potenti i nuovi motori quattro cilindri, 16 valvole ad
iniezione elettronica. Sono ben 118 a 13000 giri/min i Cv
a disposizione del propulsore della R e 113 a 13.200 giri/min
quelli della RR. Ottima anche la coppia motrice, visti i
67Nm del 636cc ed i 64,4Nm del 599cc.Completamente nuovi
telaio - perimetrale in alluminio - e forcellone
posteriore, caratterizzato da un disegno semplice e
razionale. Geometrie di base identiche per entrambe le
versioni, ma personalizzabili di ben ±2mm nell'altezza
dell'attacco del forcellone nella versione RR. Sicuramente
un bel vantaggio per chi deciderà di gareggiare nella
stagione '03 con la nuova arma Kawasaki, perché può
aiutare il pilota nella ricerca dell'assetto migliore di
tracciato in tracciato.
Il reparto sospensioni prevede una forcella a steli
rovesciati da 41mm di diametro ed un ammortizzatore
posteriore - idraulico a gas - pluriregolabile, che regola
il movimento del forcellone progressivo Uni-Track capace
di una corsa di ben 135mm.
Una vera chicca l'impianto frenante anteriore: le due
pinze Tokico a quattro pistoncini, sono fissate alla
forcella tramite un innovativo attacco radiale e sono
pronte a mordere due dischi da 280mm di diametro e 6mm di
spessore. Soluzione classica invece al posteriore, dove
trova posto un disco da 220mm di diametro e pinza a doppio
pistoncino.
Al
concessionario
I prezzi oscillano tra i
9899 euro della ZX-6R ed i 10499 della ZX-6RR. Per quanto
riguarda i colori, il classico verde Kawasaki è l'unica
tinta disponibile per il modello RR, mentre per la R sono
disponibili anche un azzurro, un nero. Tutti in tinta
monocromatica.
Maggio 2003
Servizio tratto da www.infomotori.com
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