
Kawasaki Z750
Finalmente è arrivata. E’
sicuramente questo il pensiero di quegli appassionati
della Casa di Akashi che, desiderosi di una naked
personale ma allo stesso tempo meno impegnativa e costosa
della Z1000, attendevano con ansia questa nuovissima Z750.
Design
giovane
La nuova serie Z ha
inaugurato un nuovo filone di naked in Casa Kawasaki, più
cattive, originali ma allo stesso tempo facili da condurre
nei percorsi misti e dotate di quella dose di CV per
divertirsi in montagna o tra i cordoli di una pista.
Anche la nuova Z750 è figlia
di questa filosofia, ma a nostro parere paga qualcosa in
termini di originalità nei confronti della sorella,
in particolar modo nelle rifiniture, a partire dallo
scarico, elemento distintivo della Z1000, passato
dall’inconsueta forma 4-in-1-in-2-in-4, ad un più
tradizionale 4-in-1 in acciaio, con terminale di forma
ovale.
Completamente novo anche il
cupolino che, nonostante la somiglianza nelle forme, vanta
dimensioni più ridotte rispetto a quelle della “mille” ma
un coefficiente di protezione aerodinamica molto simile,
grazie ad un particolare studio sui flussi di cui la Casa
va particolarmente fiera.
Piacevoli, ed in linea con
quanto proposto dalla supersportiva ZX-10R, le nuove ruote
a 6 razze con sezione trasversale ad "H".
Nessuna novità, invece, per
la strumentazione, esattamente identica a quella della
Z1000.
I muscoli
del 750
Certamente questo 750 non
avra i muscoli del propulsore 1000 da cui deriva, ma
sicuramente ha da mettere sul piatto della bilancia una
maggiore coppia ed una migliore facilità di guida rispetto
al cattivissimo 636cc della ZX-6R, che alcune voci davano
quasi per scontato su questo modello.
Non si tratta di un
propulsore completamente nuovo, ma di una ampia
rivisitazione del 1000cc della Z1000, opportunamente
dimagrito, partendo da una importante diminuzione
dell’alesaggio passato da 77,2 mm a 68,4 mm.
Resta assolutamente
invariata la corsa, mentre i condotti di aspirazione e di
scarico sono stati totalmente rivisti, così come il
diametro delle valvole e la forma della camera di
combustione.
Non mancano, ovviamente,
iniezione elettronica con corpi farfallati da 34mm ed un
efficace sistema di catalizzazione, che ha il compito di
mantenere i valori di inquinamento entro la soglia imposta
dalle normative Euro2.
Telaio ridisegnato
Piccole novità hanno
riguardato anche il telaio, che mantiene lo schema
monotrave sdoppiato con disposizione a diamante, ma è
stato rivisto in alcuni particolari per ospitare un
motore di minore cilindrata.
Il movimento del forcellone,
di tipo scatolato, è regolato da un monoammortizzatore per
mezzo di leveraggi progressivi. Grosse novità
all’avantreno invece, con l’adozione di una forcella a
steli dritti da 41mm, in luogo di quella a steli
rovesciati della Z1000.
Sono due i dischi anteriori con diametro da 300mm, morsi
da pinze a due pistoncini di tipo tradizionale. Il disco
posteriore, invece, è da 220 mm con pinza a pistoncino
singolo.
I colori a disposizione della clientela saranno il "blu
orientale" il "rosso solare" ed un nero "ebano".
Ottobre 2003
Servizio tratto da
www.infomotori.com
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