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Test Drive: MBK Kilibre

Il nuovo Kilibre 300 è uno scooter decisamente innovativo e polivalente. Non segue le mode ma cerca di crearle, facendosi forza di uno spirito indiscutibilmente audace. Il nome non è certo una scelta casuale e fa capire immediatamente di che pasta è fatto: è il risultato dell’unione della sillaba “KI”, che in lingua giapponese significa forza interiore, con la parola “Libre” che evoca idee di libertà, leggerezza, indipendenza.
Ispirandosi alle auto cosiddette SUV, MBK lancia un nuova sfida proponendo per prima la definizione Sport Utility Scooter - S.U.S. -. La sigla non è fuori luogo, perché il paragone con le Sport Utility a quattro ruote è davvero possibile; la posizione di guida, infatti, è molto elevata e garantisce un’idea di protezione e di dominio sul traffico, sia che si viaggi su statali, autostrade o percorsi cittadini. La versatilità generale del Kilibre, inoltre, permette di essere utilizzato per andare a fare comodamente la spesa dietro casa la mattina e poi mettersi in viaggio per 300km il pomeriggio!
Dopo averlo potuto solamente vedere tra i “freddi” stand del Salone di Monaco, abbiamo potuto saggiare le qualità del nuovo S.U.S. MBK, in un magnifico scenario naturale come quello della Costiera Amalfitana ed alla resa dei conti non ci ha per nulla deluso…

Com’è
Le foto che si possono vedere sul sito ufficiale non gli rendono giustizia. Dal vivo, a mio parere, il design del Kilibre è davvero azzeccato ed innovativo. Mentre mi consegnavano le chiavi per il test, non riuscivo a levare lo sguardo dalle sue linee morbide e voluminose che ispirano da subito simpatia e sicurezza. La stessa impressione, evidentemente, l’hanno avuta le numerose persone che ci guardavano incuriosite ad ogni passaggio o sosta.
Il particolare che subito balza all’occhio sono i bellissimi i fanalini sia anteriori sia posteriori, che per quanto riguarda design e scelta cromatica ricordano quelli di una moderna automobile. Il frontale, oltre che dai fari, è caratterizzato da un simpatico “nasone” che, oltre a conferire personalità nel design, ha il compito di “spaccare” l’aria dirigendola verso radiatore, posizionato dietro la ruota anteriore, parabrezza e deflettori laterali, ottenendo così ottimi risultati per quanto riguarda la protezione aerodinamica.

Il manubrio è largo e ben posizionato, consente una posizione di guida molto eretta e naturale, quasi come in sella ad una moto da enduro. Al suo interno racchiude la strumentazione mista analogico/digitale, molto leggibile e ispirata anch’essa al mondo dell’auto.
Comodi i due vani portaoggetti: uno è posizionato dietro lo scudo ed è dotato di presa a 12V e serratura. L’altro, privo di chiave, è situato sempre sullo scudo, ma all’altezza del ginocchio sinistro, ed è stato pensato per ospitare oggetti da tenere velocemente a portata di mano come un paio di occhiali o il ticket autostradale.
Grazie alla particolare geometria del motore, caratterizzato dal cilindro orizzontale, il tunnel centrale ha un andamento piatto ed un ingombro ridotto; sembra fatto apposta per appoggiare oggetti di utilizzo quotidiano, come uno zaino o una piccola valigetta.
La sella è disegnata su due livelli, con il passeggero in posizione leggermente più alta rispetto al pilota. Fanno parte del design due comode maniglie, d’alluminio verniciato, che aiutano “l’ospite” nelle curve e nelle frenate più decise.

Per quanto riguarda la parte posteriore, c’è da dire che il vano sottosella non è molto generoso quanto a dimensioni, ma è sufficiente per contenere un casco integrale ed altri piccoli oggetti.
Le ruote da 14” di diametro, la generosa gommatura e le forcelle di grosse dimensioni, conferiscono, infine, notevole importanza all’aspetto complessivo del Kilibre. 
Le tre colorazioni attualmente disponibili sono eleganti e contribuiscono in modo decisivo alla definizione del design del nuovo “S.U.S.” MBK, visto che un elegante contrasto cromatico con le rifiniture del tunnel centrale e sottoscocca ravviva la zona centrale.

Come va
Amalfi ed i suoi colori sono davvero uno spettacolo incantevole ed un timido sole rende ottime le condizioni ambientali del nostro test. 
Una volta girata la chiave e premuto il pulsante dello start, il monocilindrico pulsa sornione, privo di vibrazioni e di rumori sgraditi. 
Dopo qualche secondo dall’accensione, il Kilibre accende automaticamente i suoi “occhioni” facendomi capire che il pulsante dei fari “on-off” è cosa d’altri tempi…l’unica cosa rimasta a discrezione del pilota, è la scelta del fascio abbagliante in luogo di quello anabbagliante.
Tolto dal cavalletto il nostro Kilibre mi sembra subito ben dimensionato per le persone di alta statura, con abbondante spazio per le ginocchia ed una corretta distanza tra manubrio e sella. Tutto bene per chi supera il metro e ottanta, un po’ meno per gli altri che troveranno, probabilmente, la sella troppo alta, rendendo difficoltoso l’appoggio dei piedi al terreno.

Il problema, comunque, non si pone visto che gli esemplari da noi provati erano dei pre-serie e non beneficiavano ancora della sella leggermente più bassa già in cantiere da tempo.
Per chi non la conoscesse, la strada che collega i paesi della Costiera Amalfitana è un serpentone collinoso di curve strette e dal raggio variabile che costituiscono, anche a velocità codice, un ardito test di stabilità e tenuta di strada. Una volta entrate in temperatura, le gomme Michelin di primo montaggio dimostrano di sposarsi a meraviglia con l’ottima ciclistica del Kilibre, che affronta anche le pieghe più ardite senza alcun timore, nonostante il cavalletto centrale troppo spesso a contatto con l’asfalto. Anche per questo “difetto”, sono previsti degli interventi per gli esemplari di serie.

Sicuro e sincero nelle reazioni, sfoggia una stabilità a prova di bomba anche nelle fasi di frenata più delicate: si può entrare in curva ancora a dischi pinzati, senza essere dei “Valentino Rossi”, a tutto vantaggio della sicurezza nel caso in cui si arrivi lunghi nell’impostazione di una curva o un ostacolo ci costringa a cambiare traiettoria improvvisamente. Le sospensioni sono ben tarate, un giusto compromesso tra sportività e comfort, visto che anche le buche più profonde ed il pavé vengono assorbiti efficacemente. I freni svolgono egregiamente il loro dovere ed anche dopo decine di curve e tornanti non accusano segni di cedimento, mantenendo un freno anteriore pastoso, molto modulabile, ma non potentissimo ed un freno posteriore più attivo e dinamico, con una leva del freno sensibile e delicata ma comunque semplice da utilizzare.
Il motore deriva dal 250cc dello Skyliner, ma è stato completamente rivisto nella cilindrata, lievitata a 264cc, nel bilanciamento ed in altre componenti accessorie. Una volta aperta la manetta del gas, i 21 cavalli si fanno sentire in maniera molto vigorosa e, grazie all’ottima taratura del reparto trasmissione, consentono accelerazioni da record e velocità massima eccezionale nonostante la massa a secco di 164Kg. 

Le frequenti salite e le numerose curve del nostro percorso, non “demoralizzano” l’ago del contachilometri che sale inesorabilmente veloce: non è difficile trovarsi, senza nemmeno accorgersene, oltre la velocità codice. Effettivamente, durante il briefing tecnico, i tecnici MBK ci avevano parlato di accelerazioni paragonabili a quelle di uno scooter di 400cc e nonostante l’iniziale scetticismo “statico”, dettato solo dai numeri, ci siamo dovuti ricredere.
Le doti dinamiche del Kilibre non sono servite solamente per il nostro divertimento tra le curve della Costiera, ma ci hanno aiutato a “schizzare” tra il traffico delle strette vie di Amalfi, Positano, Nerano e Sorrento. Ottimi anche gli ingombri, che non hanno mai costituito un problema nelle fasi di parcheggio o di manovra tra le auto.

Molto buona, a mio parere, la protezione aerodinamica offerta dal cupolino mezza altezza di serie. Per chi desiderasse un “sigillo totale” è disponibile come accessorio un parabrezza più grande di facile montaggio.
Eccellente la strumentazione che riporta le indicazioni del computer di bordo nella sezione digitale, lasciando ad un più immediato sistema analogico il compito di segnalarci velocità, quantità di benzina nel serbatoio e carica della batteria.

Kilibre sarà disponibile, presso le concessionarie MBK, dal mese di gennaio. Il prezzo è stato fissato in 4990 euro comprendente, per i primi tre mesi di commercializzazione, il costo d’immatricolazione.

Dicembre 2002

Servizio tratto da
www.infomotori.com

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