Mondial
Piega: test drive
Emozioni forti, uniche ed
esclusive. Una moto decisamente fuori dagli schemi,
confezionata con "amore" e cura maniacale da uno staff di
tecnici di notevole esperienza ed innamorati delle moto
con la "m" maiuscola.
Questa è in sostanza la
Mondial Piega che, in una cornice carica di storia come
quella dell’autodromo brianzolo, sembra dare il meglio di
sé, sfoggiando quella "patina" di mito tipica dei gloriosi
marchi sportivi del passato.
I primi 200 esemplari,
quelli a tiratura limitata con tanto di pergamena e
targhetta, sono andati letteralmente "bruciati", in
particolar modo sul mercato americano che, con più di 100
ordinativi, ha dimostrato ancora una volta il suo "amore"
per il prodotto italiano DOC, nonostante il prezzo,
fissato in 30.200 euro tondi tondi.
Oggi la Piega è una moto
prodotta in "serie", praticamente identica all’esclusiva
sorella numerata, anzi, addirittura migliorata in alcuni
particolari, come il serbatoio, ora meno voluminoso che in
passato, la carenatura, più stretta e profilata nella
parte inferiore per evitare noiosi contatti col terreno
nelle pieghe più accentuate, ed il cupolino, che nella
parte bassa risulta più affilato e raccordato al resto
della "carrozzeria".
Meno "voluminoso" anche il
prezzo: 23.900 € per la versione Silver/Blue e 25.900 per
la versione con carbonio a vista, realizzata solo su
ordinazione.
In pista
non tradisce il suo nome
Divertente, abbastanza
leggera e agile. Con la Piega si instaura subito un buon
feeling, grazie ad una posizione di guida molto
"raccolta", con abbondanza di spazio longitudinale sulla
sella, proprio come le moto da competizione, ideale
chiudersi in carena o per "giocare" con il bilanciamento
dei pesi, di curva in curva.
Il motore Honda SP-1 è stato
notevolmente migliorato rispetto alla versione standard.
Ora i bassi ed i medi regimi sono più corposi, più
sfruttabili, e sicuramente a livello della migliore
concorrenza, leggasi Aprilia e Ducati. Per quanto riguarda
gli alti regimi, invece, a nostro parere manca all’appello
qualche CV rispetto ai 140 dichiarati, tanto da far
sembrare la Piega "ferma" lungo i rettifili.
Certo, i 282km/h indicati
prima della variante Goodyear possono essere una bugia del
tachimetro o una bellissima realtà, ma quello che non
convince in assoluto è il tempo necessario per
raggiungerli, un po’ troppo lungo rispetto alle rivali
italiane e giapponesi.
Il cronometro però, è dalla
parte della Piega che sembra in grado di farci ottenere
riscontri cronometrici importanti anche senza forzare
molto il ritmo.
Ma allora, il trucco dov’è?
E’ nella ciclistica, semplice, raffinata ed assolutamente
efficace, in grado di mettere a proprio agio chiunque e di
essere regolata in tutto e per tutto a proprio piacimento.
La trazione fuori dalle
curve è davvero impressionante, si può aprire il gas
prestissimo, facendo affidamento sull’ottimo lavoro del "mono"
posteriore, che permette qualche piccola derapata
evitando, nei limiti del possibile, la classica
"scalciata", tipica di chi osa troppo.
Il telaio è rigido e
risponde bene, assicurando stabilità nelle curve lente,
nei repentini cambi di direzione, ma anche nelle curve più
veloci, come la Parabolica a la Curva Grande, che si
percorre a più di 250km/h.
La forcella, costruita
dall’italiana Paioli, non ci ha convinto proprio del
tutto, ma è sicuramente un problema di regolazione più che
di funzionamento. La taratura standard infatti privilegia
la guida stradale e così nelle staccate più violente ci si
ritrova con una moto difficile da inserire in curva e con
una certa tendenza ad allargare la traiettoria nella
percorrenza delle curve più lente.
I freni lavorano in modo
davvero eccellente. Nonostante l'assenza di effetti
speciali dell'ultimo tipo, le pinze ad attacco radiale, la
frenata è sempre potente e ben modulabile, anche dopo
molti passaggi.
Giudizio positivo quindi,
per questa moto che sa emozionare e colpisce per la cura
nel dettaglio. Non potrebbe essere altrimenti, visto che
la costruzione interamente manuale e limitata a due sole
unità al giorno, personalizzabili in base alle richieste
del cliente.
Da vicino:
Il design e la livrea
Snella e dalle linee molto
tese Mondial Piega comunica a prima vista la propria
indole corsaiola.
A rafforzamento di tale
concetto il nuovo scarico a scomparsa, posizionato sotto
la sella del pilota, che libera totalmente la visuale
sulla ruota posteriore e sul forcellone rivestito in
carbonio.
La colorazione riprende i
tradizionali colori Mondial, argento e blu, sulla quale
sono state lasciati inserti in carbonio a vista. La livrea
che ne deriva è quindi particolarmente pulita, per
esaltare le linee di un mezzo che non necessita di
particolari ritocchi cromatici per attirare su di se
l'attenzione degli appassionati.
Il motore
Il cuore della Piega è il
bicilindrico a V di 90° della Honda VTR SP-1, quattro
valvole per cilindro raffreddato a liquido. Un propulsore
che assicura elevate prestazioni: 140 CV a 9800 giri, con
una coppia massima di 10,2 kgm a 8800 giri e un rapporto
di compressione di 10,8:1.
La curva di erogazione è
dolce, grazie all' impiego di una centralina con software
Mondial, che controlla la variazione degli anticipi di
scoppio e di iniezione ottimizzando così il "tiro del
motore" che risulta pronto in ogni situazione. L'
iniezione utilizza corpi farfallati da 54 mm.
Il sistema è corredato da un
airbox in carbonio con presa d'aria frontale, che si
sviluppa sotto la parte inferiore del serbatoio e
garantisce una forzatura costante dell' aria verso il
sistema di iniezione.
Grande lavoro è stato svolto
sull'innovativo scarico, in titanio e acciaio inox, dove
il silenziatore scompare sotto il codone portante.
Realizzato in esclusiva dalla Arrow, l'impianto ha
raggiunto un ottimo compromesso tra estetica e rendimento.
I collettori, i tubi ed il terminale sono stati sviluppati
con tecnologia derivata dalle corse per permettere un
rapido svuotamento della camera di combustione, ottenendo
così un'ottimizzazione della combustione stessa.
Particolare attenzione è stata prestata al sistema di
raffreddamento, composto da un radiatore di derivazione
superbike con vaschetta d'espansione che garantisce uno
svuotamento totale dell'aria, e un ricircolo costante
dell'acqua.
La temperatura del
lubrificante motore viene mantenuta costante grazie
all'adozione di un radiatore separato.
La
ciclistica
Maneggevolezza e stabilità e
precisione di sterzo sono le caratteristiche che Mondial
ha voluto conferire a Piega.
Peculiarità ottenute grazie
all' utilizzo di un telaio realizzato con elementi
tubolari in cromo molibdeno vanadio con architettura a
traliccio, che assicura leggerezza, resistenza, rigidità
alla torsione e ottima geometria di sterzo, combinato con
sospensioni spiccatamente racing. Il motore è stato
infulcrato sul telaio, onde ottenere una distribuzione dei
pesi che sviluppa per il 52% sulla parte anteriore,
ottenendo così una maggiore maneggevolezza in ingresso di
curva, supportata anche da un ammortizzatore di sterzo
Öhlins di derivazione superbike.
La sospensione anteriore è
oleodinamica di tipo upside down con steli da 46 mm con
trattamento TIN (trattamento antifrizione al nitruro di
titanio); viene realizzata dalla Paioli su specifiche
Mondial e montata in esclusiva sulla "Piega". Una forcella
che offre all' utente numerose possibilità di regolazione
esterne del freno in estensione (25 tacche) ed in
compressione(18 tacche), oltre al precarico della molla.
L'escursione della ruota conferma l'indole sportiva dell'
impianto, 120 mm con un neutro di 20 mm.
L'ammortizzatore posteriore
Öhlins è progressivo regolabile sia in estensione che in
compressione del precarico molla con doppia regolazione
alta/bassa velocità. E' dotato di vaschetta incorporata,
realizzata su specifiche Mondial, che garantisce un
rendimento migliore e costante ad ogni tipo di
sollecitazione.
Il forcellone con
architettura a traliccio di tubi in cromo molibdeno
vanadio conferisce allo stesso più possibilità torsionali.
La struttura viene poi rivestita in carbonio che ne
aumenta la rigidità conferendo inoltre al mezzo un
estetica racing.
Il codone portante
realizzato in un pezzo unico di carbonio risulta
particolarmente leggero e filante. E' dotato di feritoie
nella zona posteriore atte al raffreddamento del terminale
di scarico che scompare sotto lo stesso.
La
sicurezza
Una delle maggiori doti
della nuova Mondial Piega è la sicurezza. Dote di cui
questo modello dispone grazie ad una bilanciata
distribuzione dei pesi che rendono equilibrato il mezzo
sia nelle situazioni "al limite" che in quelle di uso
quotidiano. Ad una ciclistica bilanciata fa assistenza un
impianto frenante Brembo serie Oro, composto da 2 dischi
flottanti da 320 mm e pinza a 4 pistoni e 4 pastiglie in
materiale sinterizzato sull' anteriore, e dischi da 240mm
con pinza a 2 pistoni sul posteriore.
I tubi di raccordo, sia dei
freni che del sistema di lubrificazione, sono costruiti
con tecnologia aereonautica in Kevlar a treccia in modo da
evitare deformazioni anche nelle situazioni più estreme,
mentre le raccorderie sono in ergal.
Le ruote, realizzate in lega
leggera da Mondial, sono a 5 razze cave da 17"
equipaggiate con pneumatici da 120/70 sull' anteriore e
180/55 sul posteriore.
L' impianto di illuminazione
è di tipo poliessoidale doppio per assicurare una ottima
visibilità nella marcia in assenza di luce.
Particolare attenzione è
stata prestata all' ergonomia del pilota. Le pedane, in
ergal ricavate dal pieno, sono regolabili in modo da
permettere all'utente di adattare il mezzo alle proprie
esigenze di guida.
La moto è dotata di un
sistema di spegnimento automatico, che si attiva se
l'utente dimentica nell' operazione di partenza il
cavalletto abbassato.
Materiali
da corsa
Per la realizzazione delle
sovrastrutture, si è fatto largo impiego di materiali
speciali, in particolar modo di carbonio lavorato in
autoclave, metodo che permette di ottenere il miglior
risultato sia estetico sia di precisione nelle quote.
Carbonio quindi per la carenatura, sulla quale sono stati
effettuati approfonditi studi aerodinamici, per i
parafanghi, per il portatarga, per il paracalore e per il
codone portante. Il serbatoio, realizzato in alluminio, è
disponibile a richiesta nella versione in carbonio per uso
in pista.
Le piastre ed i leveraggi
sono in ergal ricavati dal pieno. Un mix che conferisce al
mezzo particolare leggerezza, che si traduce poi in
facilità di utilizzo da parte dell'utente.
Agosto 2003
Servizio tratto da
www.infomotori.com
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