
Yamaha R1 2004
Più potente, più cattiva,
più modaiola. La nuova R1 è così, figlia di una filosofia
progettuale che vede i costruttori giapponesi alla ricerca
della massima esasperazione, per non dire esagerazione.
E’ ufficiale, i CV sono fino
180!
Sono ben 172, a 12.500 giri/min,
i cavalli a disposizione del 4 cilindri in linea, di
998cc, dotato di 20 valvole.
Un valore davvero
impressionante, frutto di una completa riprogettazione del
propulsore, a partire dal basamento, che ora offre una
disposizione della bancata dei cilindri inclinata di 40°,
ben 10 in più rispetto al propulsore della serie
precedente, e del nuovo air-box dinamico, che già come
accadeva per R6, offre al 4 cilindri della R1 una sorta di
effetto turbo, in grado di regalare, all’aumentare della
velocità, fino ad 8 CV…per un totale di 180!
Il sistema di iniezione è
meccanicamente, ma anche elettronicamente, molto complesso
ed affida il suo funzionamento ad una centralina a 32 bit,
pronta ad adattare le caratteristiche di iniezione alle
richieste del pilota ed alle condizioni ambientali, ed al
continuo cambiamento di pressione all’interno del nuovo
airbox dinamico, contribuendo in modo fondamentale al
raggiungimento della soglia antinquinamento Euro2.
170 kg!
Veramente incredibile il
peso: i soli 170 Kg della nuova R1, fanno sì che il
rapporto peso potenza segni un valore di poco inferiore
alla singola unità, ovvero 0.95 kg/CV
Un dato che di per sé non
dice molto, ma comunque non molto lontano da quanto
offerto da alcune belve pronte a sfidarsi nel campionato
mondiale SBK…
Il telaio, siglato
Deltabox V, è più rigido rispetto del 200%
in senso verticale, del 50% da un punto di vista laterale,
e del 30% per quanto riguarda il più importante aspetto
torsionale.
Merito di questi “numeri” è la nuova
tecnologia costruttiva, già adottata per R6 e Fazer M.Y.
‘04, che sfrutta
ricercate tecniche di pressofusione dell’alluminio, per
ottenere la massima riduzione delle impurità ed evitare il
maggior numero possibile di saldature.
Cambia la posizione dello
scarico, che ora è sdoppiato e posizionato, seguendo un
po’ la moda del momento, sotto al codone; costruito in
nobile titanio, questo elemento, ha un peso decisamente
ridotto rispetto alla una soluzione “tradizionale”
precedentemente adottata, e permette un teorico angolo di
piega pari a 56°.
Le geometrie del telaio
offrono una inclinazione dello sterzo di 24° ed una
riduzione dell’avancorsa di 5mm, passando da 103 a 97 mm,
per offrire maggiore agilità.
Per quanto riguarda le
sospensioni, i “ben informati” sono stati puntualmente
smentiti, e le tanto ventilate sospensioni a controllo
elettronico, lasciano spazio ad una “tradizionale”
forcella a steli rovesciati, con steli da 43mm e corsa di
12cm, mentre al posteriore, il movimento dello splendido
forcellone, dotato della capriata di rinforzo
“rovesciata”, è vigilato nei sui 13 cm di oscillazione da
un mono-ammortizzatore pluriregolabile.
Nuova
componentistica
Completamente nuove anche le
ruote, ora a cinque razze in luogo delle, almeno
dall’aspetto, più economiche tre razze, così come
l’impianto frenante che, adattandosi a quanto proposto da
tutti gli altri costruttori, offre le pinze ad attacco
radiale pronte a mordere dischi da 320mm.
Sempre molto completo il
quadro strumenti, ora più rifinito e piacevole
nell’aspetto, con il contagiri analogico al centro del
cruscotto, ed un generoso display LCD per tutte le altre
informazioni. Non manca, come al solito, la spia che
avverte quando è il momento di cambiare, regolabile a
piacere.
E la
“vecchia”, fino al 31 ottobre, si svende
Intanto la vecchia si
svende. Prezzo “bassissimo”, solo 11.160 euro…quasi da
600, per portarsi a casa una delle moto più performanti ed
apprezzate della passata stagione.
Un affare? Forse si, a patto
che siate disposti ad accettare una importante
svalutazione, decisamente più elevata rispetto allo sconto
proposto, nel momento in cui la R1 2004 farà la sua
comparsa nelle concessionarie.
Modello vecchio o modello
nuovo, Yamaha mantiene attiva la proposta fino al 31
ottobre.
Il nostro consiglio, è
quello di aspettare, valutare a fondo le differenze tra il
modello nuovo e quello vecchio, senza dimenticare le nuove
1000 di Honda e Kawasaki e, perchè no, le raffinate
bicilindriche italiane Ducati e Aprilia.
Dicembre 2003
servizio tratto da
www.infomotori.com
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